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Scuola, le linee guida non sono piaciute a nessuno: dalle 18 manifestazioni di protesta in 60 città

Ultimo aggiornamento 17:56

Purtroppo i segnali di grande carenza che questo governo continua a manifestare nei confronti della Scuola ha ormai ‘radici’ lontane: databili dal giorno dell’elezione della ministra Azzolina la quale, pur cercando di darsi da fare, più di tanto evidentemente non può. Ora però c’è da darsi una smossa: settembre è alle porte e, al momento, non il ‘Piano Scuola’ definito ma, appena le sue ‘bozze’, hanno già creato il panico in primis proprio all’interno del settore docente. Non a caso, i presidi italiani sono stati i primi a ‘bocciarle’.

Scuola, stamane il blitz di Salvini. Ora è il paese

Non a caso proprio oggi, in coincidenza della presentazione ufficiale delle Linee guida ‘appositamente studiate’ per la ripartenza, in ‘massa’ l’Italia si  riverserà nelle strade per contestarle. Ma stavolta non è una scelta politica (anche se stamane davanti al Ministero di Trastevere ha avuto luogo il fugace ‘blitz’ di Salvini) no, a manifestare troveremo studenti, genitori, docenti, precari, Aec, e persino i bambini interni al ‘Comitato priorità alla scuola’, così come  quasi 50 (cinquanta) organizzazioni nazionali. Tutti insieme manifesteranno perché sia garantita dallo Stato una ripartenza delle attività didattiche, capace di osservare anche la salvaguardi della salute, della sicurezza e, ovviamente, del diritto allo studio.

Scuola: alle 18 il via alla protesta in tutta Italia

A livello politico, dopo la Conferenza straordinaria delle Regioni di stamane, in queste ore se ne sta parlando nell’ambito  delle Conferenze Stato Regioni e Unificata.

Nel frattempo, però, sempre nella Capitale – in Piazza San Silvestro, ed contemporaneamente in altre 60 piazze italiane – alle 18 è una protesta, come spiega la referente di ‘Priorità alla Scuola Roma’, Cristina Tagliabue: “Manifestiamo in una zona centrale di Roma, accanto al Parlamento, affinché la nostra voce arrivi non soltanto alla ministra dell’Istruzione Azzolina, ma allo stesso Premier Conte, al quale chiediamo un maggior impegno economico, risorse straordinarie per la scuola. Ci auguriamo – prosegue la Tagliabue – che il nostro racconto e le nostre richieste, che nascono da tantissime realtà romane e nazionali, siano non solo prese in considerazione, ma ascoltate e accolte, soprattutto dopo aver appreso le linee guida appena divulgate ”.

Scuola: ecco le richieste già presentate al governo

Ma cosa richiede ad esempio nello specifico il Comitato ‘Priorità alla Scuola’?  Presto detto, spiega la referente:

risorse straordinarie; personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola; assunzione dei docenti precari dalle graduatorie provinciali; maggiore numero di spazi per tutte le scuole di ogni ordine e grado; investimenti strutturali per l’edilizia scolastica; prevenzione sanitaria nelle scuole; esternalizzazione di servizi educativi per completare il tempo scuola che causerebbe un aumento del lavoro precario; riduzione delle ore didattiche da 60 a 40 minuti; Didattica A Distanza come parte strutturale dell’orario scolastico. Il Comitato respinge inoltre tutti i tentativi di smantellamento della Scuola Pubblica, e rifiuta ogni ipotesi di riduzione del tempo scuola”.

Ci sembrano richieste più che doverose. Certo, sembrano un’infinità ma, in realtà, questo spiega quanto e come lo Stato italiano sia in ‘perenne ritardo’ rispetto all’istituzione Scuola. Anche perché tutte queste lacune sono frutto di una scellerata gestione almeno ventennale…

Ecco le associazioni ed i sindacati in piazza:

Come abbiamo detto, aderiranno alla manifestazione che sta per partire, circa 50organizzazioni nazionali del mondo della scuola: sindacati, associazioni di docenti, di genitori e di studenti. Dunque, nello specifico:

Scuola e bambini nell’emergenza Covid-19, Cnps – Coordinamento Nazionale Precari Scuola, La scuola a scuola, Rete Bessa, Apriti Scuola, Cinnica, No Dad – Settembre in aula, Cattive Ragazze, Scuole per il Futuro, Coordinamento genitori democratici, Ni.Na.Nda, Action aid, Teachers for future Italia, Coordinamento dei Collettivi Studenteschi, Lavoratori Autoconvocati della scuola, Diritto alla Scuola, Scuola Costituente, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Tavolo per l’Educazione Popolare, Mamma di Merda, Scuola Mondo San Giuliano Terme, Priorità all’Università, Gruppo scuola di Archivia, Non Una di Meno (Genova, Perugia, Pisa, Livorno, Milano), Lud – Libera Università delle Donne, MCE – Movimento di Cooperazione Educativa, Assemblea autoconvocata delle lavoratrici e dei lavoratori del sociale, Cidi – Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, Cobas Scuola, Cib, Flc Cgil, Usb, Euronomade, Centro di Gravità, Casa Internazionale delle Donne di Roma, Associazione Per la sinistra per un’altra Europa, Comitato Popolare di Difesa Beni Pubblici e Comuni “Stefano Rodotà”, Le Contemporanee, co2 crisis opportunity onlus, Monitor Napoli, Fronte della gioventù comunista, Studenti Di Sinistra, Unione degli studenti, Rete degli Studenti Medi, Gruppo Comma 255 Mamme Caregivers, Coordinamento AEC assistenti educativi.

Ecco le città italiane coinvolte nella protesta

Segue l’elenco delle città in cui le manifestazioni si svolgeranno in contemporanea: Firenze, Roma, Milano, Faenza, Trento, Ravenna, Genova, Reggio Emilia, Pisa, Livorno, Pontedera, Perugia, Cremona, Lucca, Ancona – Civitanova Marche, Parma, Vicenza, Arezzo, Pistoia, Torino, Padova, Ferrara, Napoli, Collegno (Torino), Vercelli, Brescia, Verona, Prato, Matera, Taranto, Aosta, Bologna, Forlì, Sassari, Sanremo, Potenza, Torre Pellice (Torino), Imola, Palermo, Terni, Cuneo, Cesena, Cosenza, Mantova, Caserta (in piazza venerdì), Benevento, Massa Carrara, Modena, Mondoví (Cuneo), Aci Castello (Catania), Pescara, Catania, Siracusa, Sacile (Pordenone), Salerno, Varese, Pavia, La Spezia, Messina, Ragusa, Frosinone.

Max