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Senato: risorse, energia, salario minimo, flat tax, tetto al contante, Pnrr e Covid, la Meloni ‘si spiega’

La Meloni è ancora impegnata nel suo intervento, che segue il dibattito osservato da Palazzo Madama dove, intorno alle 19, andranno in scena le operazioni di voto. Così come ieri alla Camera – dove ha ‘agevolmente’ ottenuto la fiducia – anche oggi, come vedremo, sono stati diversi i temi affrontati dalla neo premier.

La Meloni: “Quando hai risorse limitate, devi scegliere dove vuoi andare e poi ragionare sui provvedimenti concreti”

Prendendo la parola, il presidente del Consiglio ha esordito affermando che “Quando hai risorse limitate devi scegliere una strada, scegliere dove vuoi andare e poi ragionare sui provvedimenti concreti. Io ho fatto la scelte di disegnare l’Italia che vorremmo, dove andare e poi far calare da quella visione i provvedimenti“.

La Meloni: “Sia dagli interventi delle forze di maggioranza, che da quelli dell’opposizione, emerge la verità sull’Italia che ereditiamo”

Ho assistito in quest’Aula a un dibattito franco, rispettoso e composto – ha quindi continuato la premier –  e da cui emerge lo stato reale in cui versa l’Italia, sia negli interventi delle forze di maggioranza ma anche in quelli dell’opposizione, da questo racconto emerge una realtà, una grande operazione verità sull’Italia che ereditiamo. Un racconto forse più sincero da quello fatto in altri tempi, quando si brindava per l’abolizione della povertà in Italia“.

La Meloni: “Hanno detto che gli italiani non si aspettavano questo ma risposte concrete. Sono d’accordo in parte”

Quindi, entrando nel vivo della questione, il Capo del nuovo esecutivo ha tenuto da subito a rimarcare quanto espresso fin qui: “Sono stata criticata di aver, nel mio intervento, disegnato una visione, un manifesto programmatico. Hanno detto che gli italiani non si aspettavano questo ma risposte concrete. Sono d’accordo in parte. Senza che vi sia una visione o un manifesto programmatico, delle scelte chiare, un’idea di Italia da designare anche le risposte rischiano di non essere efficaci. Lo abbiamo visto negli anni scorsi, con governi retti da forze che avevano idee contrapposte, rivendicavano obiettivi che non stavano insieme, producendo un mancato miglioramento delle condizioni per questa nazione, e producendo miliardi di debito che graveranno sulle spalle dei nostri figli“.

La Meloni: “Urge lavorare con puntualità per aiutare le imprese e le famiglie, recuperando le risorse dagli extraprofitti e dall’extragettito”

E allora, eccola a riaffrontare le priorità che attanagliano il Paese: “L’energia è una nostra grande priorità: prima di cercare nuove risorse, bisogna fermare gli speculatori, ci sono cose che si possono fare a livello europeo e a livello nazionale. Continueremo a incalzare l’Europa a dare risposte comune, se non sarà l’Europa penseremo al disaccoppiamento del prezzo di energia elettrica e gas”. Inoltre, la neo premier ha tenuto soprattutto a sottolineare “l’emergenza, immediata che ci impegna: penso che occorra lavorare con puntualità per aiutare le imprese e le famiglie, recuperando le risorse dagli extraprofitti e dall’extragettito“.

La Meloni: “Il contrasto al lavoro povero è una priorità per tutti noi, ma penso che il salario minimo legale rischi di non essere una soluzione”

Altro capitolo, il salario minimo. “Il contrasto al lavoro povero è una priorità per tutti noi. Ma bisogna capire quale è il modo migliore per farlo. Io penso che il salario minimo legale rischi di non essere una soluzione a questo problema ma piuttosto uno specchietto per le allodole, perché tutti sappiamo bene che ci sono contratti collettivi nazionali che hanno già dei salari minimi“.

La Meloni: “Quindi per me, rispetto al salario minimo,  la strada è estendere la contrattazione collettiva”

Ed ancora: “L’Ue ha fatto una direttiva su questo, una direttiva che dice che c’è pari dignità tra salario minimo legale e contratti collettivi e anzi dice che le nazioni che hanno applicato maggiormente i contratti collettivi hanno salari minimi più elevati. Quindi per me la strada è estendere la contrattazione collettiva“.

La Meloni: “Flat tax con il tetto a 100mila euro? E’ un segnale di merito, chi ha fatto di più è giusto che venga premiato”

Altro tema ‘contestato’, la Flat tax: “Non comprendo la critica con il tetto a 100mila euro. Io ho fatto due proposte: una sul regime forfettario, l’altro sulla flat tax incrementale, al 15% su quanto ho dichiarato in più del triennio precedente” dunque, ha poi aggiunto rivolgendosi al sen. Monti, “E’ un segnale di merito, chi ha fatto di più è giusto che venga premiato”. Ed ancora, alludendo chiaramente a Pd, la premier ha affermato che “La tassa piatta va bene per gli ipermilionari, ma non per le partite Iva?“. Il Pd che, ha ‘bacchettato’: “l’ha proposta per chi faceva rientrare i soldi dall’estero“.

La Meloni: “Il tetto al contante non ha nessuna correlazione con il sommerso. E la moneta elettronica penalizza i più poveri”

Quindi è stata la volta del tetto al contante, ribatte Giorgia, rispetto al quale “c’è stata discussione ideologica, collegando il tema all’evasione, ma non c’è correlazione con il sommerso”, e la premier cita le parole del ministro Pd Pier Carlo Padoan: ‘ci sono paesi in cui il limite non c’è, ma l’evasione fiscale è bassissima‘, aggiungendo “sono d’accordo con lui“. Ad esempio, ha proseguito, “La Germania non ha un tetto, l’Austria pure”. Infine, sempre nell’ambito dei contanti, la Meloni ha quindi commentato che “Tema tecnico, la moneta elettronica non è moneta a corso legale, penalizza i più poveri, per questo dico che metteremo mano al tetto al contante“.

La Meloni: “Non intendo stravolgere il Pnrr, ma quando è stato scritto non c’era ne la guerra in ucraina, e ne la questione energetica”

Quanto al Piano di resilienza, fa giustamente notare: “E’ stato detto che sul Pnrr siamo tornati indietro: ‘non volete più stravolgerlo’. Se mi mostrate la dichiarazione in cui io avrei detto che intendevo stravolgere, vi sarò grata. Noi abbiamo detto una cosa molto chiara, mai che andasse riscritto o stravolto, ma che, sulla base dell’art. 21 del Next Generatio Ue, che consente di fare aggiustamenti con un cambiamento degli scenari, bisognava valutare se questi scenari sono cambiati. Quali? Quando è stato scritto non c’era la guerra in ucraina, non c’era la questione energetica e il rincaro delle materie prime. E’ quindi lecito o no ragionare se interventi più efficaci?“.

La Meloni: “Con un aumento dei costi delle materie prime del 35%, pensate che riusciremo a mettere a terra le risorse? Io temo di no”

Quindi, ha aggiunto la Meloni, con un “aumento dei costi delle materie prime del 35%, voi pensate senza affrontare questo aspetto riusciremo a mettere a terra le risorse? Io temo di no, temo che le gare andranno deserte. Si può parlare di questo? Di come metterle a terra? Noi abbiamo una responsabilità su quelle risorse. E anche sui tempi di realizzazione dobbiamo chiederci è andato tutto bene? Forse no, quindi un’altra responsabilità che ci caricheremo eè velocizzare Pnrr“.

La Meloni: “Misure anti-Covid, abbiamo contestato le scelte prese da precedenti governi perché prive di evidenze scientifiche

Infine, visto che rischia seriamente di tornare ad essere una questione ‘viva’, la premier è voluta tornata sulle misure adottate nel passato contro il Covid: “Riconosciamo il valore della scienza, certo, per questo non la scambiamo con la religione. Quel che contestavamo delle scelte prese da precedenti governi è che non ci fossero evidenze scientifiche alla base di alcuni provvedimenti. Non c’erano certezze che i vaccini facessero bene ai ragazzi di 12 anni ma li abbiamo vaccinati, quando tutti erano d’accordo che a loro facesse bene lo sport ma gli abbiamo impedito di farlo”. Quindi ha ‘avvetito’, “Abbiamo impedito una cosa sulla quale c’erano certezze e obbligato un’altra in cui non c’erano evidenze scientifiche”.

Max