Servizi linea mobile. Gli utenti non dovranno più passare per Tim

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    Per chi subisce guasti o danni sulla rete telefonica o adsl, stanno per arrivare importanti aggiornamenti. Infatti, tra poco tempo, non si dovrà più passare necessariamente per gli operatori Tim in caso di malfunzionamento. L’Agcom sta mettendo mano ad un provvedimento per cui gli utenti che usufruiscono di altri servizi diversi da quelli della Telefonia Italiana Mobile, potranno giovare di interventi diretti da parte delle compagnie telefoniche. I clienti saranno serviti direttamente dagli addetti del loro gestore mobile, senza più la moderazione di Tim ed evitando così di incappare in lungaggini burocratiche. La nuova legge dell’ Agcom, che rispolvera in realtà un vecchio provvedimento dell’allora governo Berlusconi, rappresenta un unicum in Europa e sarà ribattezzata “accesso disaggregato” alla rete Tim. Ci sono voluti anni per la sua attuazione, anche perché il tema non è facile da trattare; Tim non è affatto felice che altri gestori possano lavorare sulla sua rete in completa autonomia. Anche se i tecnici che verrano adoperati, sono gli identici che appartengono al gestore nazionale. Ad ogni modo c’è un accordo e la normativa sta per entrare in vigore. Per salvaguardare Tim però, alcuni servizi sono stati esclusi, tipo i nuovi servizi fibra ottica fino all’armadio (Vdsl2), dove l’ultimo tratto in rame è di appartenenza all’azienda telefonica italiana. In questo caso l’utente dovrà ulteriormente girare tra diversi operatori, per poi ritrovarsi ad interloquire con Tim, raddoppiando i costi delle chiamate. E non è solo un problema di lungaggini a danno degli utenti; anche la concorrenza ci può andare di mezzo. Può capitare infatti un fenomeno di recente censurato dalla stessa Agcom: l’utente segnala un guasto al proprio operatore e subito dopo chiama qualcuno che gli vuole vendere il passaggio a Tim. Una sorta di sciacallaggio, per sfruttare il momento difficile dell’utente. “Singoli agenti di Tim, trafugate le informazioni sui guasti con la complicità delle ditte di riparazione, hanno organizzato le chiamate ai clienti in difficoltà per prospettare il cambio di operatore”, scrive l’autorità, che non ha accertato però una responsabilità diretta di Tim e quindi non l’ha sanzionata. Ma le ha ingiunto di rivedere la propria organizzazione interna perché non succeda più. Che questo giro porti inconvenienti agli utenti è evidente a chiunque abbia un operatore alternativo a Tim. Noi l’abbiamo accertato attivando due linee Vdsl2 (fibra ottica fino all’armadio) a breve distanza di tempo, con Tim e con Fastweb. Ebbene, l’esperienza è molto diversa. Purtroppo. Nel primo caso, abbiamo ricevuto una mail con il link a un calendario su internet dove indicare la data per l’arrivo del tecnico. Il tecnico attiva la linea e ha già il modem per l’accesso: fine, siamo online. Con Fastweb è arrivata, senza preavviso, la telefonata di un tecnico che si è dichiarato essere di Tim, per conto dell’altro operatore. Non ha accettato di richiamare quando saremmo stati più disponibili: “se chiudiamo la telefonata adesso, blocco l’attivazione e deve rifare tutto da zero; io non ci perdo niente, tanto rispondo a Tim non a Fastweb”, ha detto. La prenotazione è quindi avvenuta al telefono senza possibilità di altro contatto per eventualmente spostarla (cosa sempre possibile con Tim, dato l’accesso diretto ai tecnici che dovevano venire). “Se non è presente il giorno dell’arrivo del tecnico o non risponde alla sua telefonata, deve ripartire da zero”. Ok, si è capito. Ma con l’arrivo del tecnico non è finita. Bisogna poi aspettare l’arrivo del modem Fastweb, “entro quattro giorni”, via corriere, dice un sms. Nessuna possibilità di prenotare. E senza modem l’utente di fatto non può usare la linea, quindi è come se non avesse il servizio – anche se l’operatore indica come data di attivazione quella dell’intervento del tecnico. Per altro, si è ancora obbligati a usare il modem fornito dall’operatore (fino a dopo dicembre, per regole Agcom); quindi per ora l’utente non può usare nemmeno uno proprio per navigare da subito. L’arrivo del modem e quello del tecnico sono separati appunto perché il primo è di Fastweb mentre l’altro è di una ditta contrattualizzata da Tim in quella zona. E Tim poi la utilizza per tutte le attivazioni, non solo le sue ma anche quelle dei concorrenti, dato che la rete dove si interviene è la sua. L’inconveniente si ripete poi se c’è un guasto sulle parti di linea proprietà di Tim (da casa dell’utente fino all’armadio stradale). Il cliente chiama l’operatore, che poi – se si accerta che il problema è sulla rete Tim – deve avvisare quest’ultimo, che quindi si prende i suoi tempi. L’operatore alternativo ha pochissime possibilità di fare pressioni sul tecnico usato da Tim per accelerare l’intervento. Per l’utente è una certezza di perdita di tempo, se non altro a causa del passaggio di consegne. E tutto questo, per la fibra, durerà ancora chissà per quanto. Per estendere alla banda ultralarga la novità che ora sta per scattare su linee tradizionali bisognerà aspettare un nuovo intervento regolatorio di Agcom. Previsto – se tutto va bene – per inizi 2019, con le nuove analisi di mercato.