Si riaccende la tensione Ucraina Russia

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    Tensione a mille tra Russia e Ucraina dopo la battaglia navale sulle coste della Crimea tra unità navali russe e tre navi della marina militare ucraina. Lo scontro è finito con il ferimento di alcuni marinai provenienti dall’Ucraina e il sequestro da parte di Mosca delle imbarcazioni ucraine. Le tre navi, secondo il Cremlino, non avevano fatto sapere l’intenzione di avvicinarsi verso le acque di Azov provenienti dall’Ucraina e quindi di passare lo Stretto di Kerch che la Russia ha in mano. Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha parlato invece di un’azione da parte di Mosca “non provocata e folle”. I Russi hanno interrogato i marinai ucraini, arrestati dopo la confisca di tre unità navali nello stretto di Kerch. Gli interrogatori, dichiara la Tass, sono stati condotti da agenti dell’Fsb, l’intelligence ’erede’ del Kgb, che ha anche trasmesso un video degli interrogatori. Manifestazioni accese si sono verificate di fronte ai consolati russi in Ucraina. L’Osce ha precisato che circa 70 persone, per la maggior parte giovani, si sono date appuntamento di fronte alla sede diplomatica russa di Kharkiv lanciando fumogeni in direzione del complesso e tentando di bruciare alcuni cumuli di pneumatici. A Kiev, un’auto di proprietà di funzionari russi è stata data alle fiamme. Petardi sono stati scagliati contro il consolato di Odessa, davanti al quale erano presenti in centinaia. Poroshenko ha dato la delibera per un provvedimento per instaurare le legge marziale nel Paese per due mesi e la Commissione Sicurezza e Difesa del Parlamento, come ha dichiarato il Tass, ha confermato all’unanimità tale normativa. Il presidente ha domandato ai deputati della Verchovna Rada di appoggiare il decreto ma si è detto anche disponibile a ridurre la permanenza, da 60 a 30 giorni, in modo “da non interferire con l’inizio della campagna elettorale per le presidenziali del prossimo anno che dovrà iniziare il 31 dicembre”.