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“Siamo ancora dentro l’emergenza”, avverte Speranza: “Ecco la strategia che seguiremo”

Che questo maledetto Covid-19 rappresenti un nemico ‘invincibile’ è ormai chiaro a tutti. Al momento non abbiamo armi per combatterlo se non quella di ‘evitarlo’, come? Stando a casa ed esponendoci il meno possibile. Non ci sono altre vie, “la soluzione definitiva arriverà col vaccino e fino a quando non ci sarà non dobbiamo abbassare la guardia. Il sistema deve essere all’altezza e farsi trovare pronto anche rispetto a ulteriori ipotesi negative, che non auspichiamo ma che non possiamo escludere completamente”. A confermarlo anzi, a ribadirlo, è stato stamane il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’ambito della video-conferenza stampa, tenutasi oggi in occasione della presentazione del Covid Intensive Care, insieme a Stefano Bonacini (presidente della Regione Emilia-Romagna), e Raffaele Donini (assessore regionale alle Politiche per la salute).

“Abbiamo bisogno di investire ancora molte energie”

Come ha tenuto a sottolineare Speranza, ”La crisi non è superata. Abbiamo bisogno di investire ancora, con tutte le energie che abbiamo, sul nostro sistema sanitario nazionale. Lo abbiamo detto prima dell’emergenza coronavirus e ora dobbiamo continuare a metterlo al centro, perché è uno strumento fondamentale nella vita di ogni cittadino“.

“Siamo ancora nell’emergenza, urge massimo rigore”

Dunque, la proroga delle misure non poteva essere altrimenti: ”Siamo ancora dentro una fase difficile, dobbiamo mantenere ancora il massimo del rigore – spiega Speranza –  Il messaggio di fondo che abbiamo provato a lanciare ha due gambe: la prima è che siamo dentro questa crisi, guai a pensare che i dati confortanti che iniziano ad arrivare dagli ospedali, con anche un primo alleggerimento delle terapie intensive, significano che c’è uno scampato pericolo. Siamo dentro l’emergenza. Cogliamo i primi frutti di un lavoro impressionate e di sacrifici enormi fatti dai cittadini, ma siamo ancora dentro alla crisi. Da qui la volontà di allungare le misure fino al 3 maggio. Abbiamo ancora bisogno di una stagione di rigore – rimarca il ministro – non possiamo vanificare lavoro straordinario fatto fino ad ora e basterebbe poco, l’abbiamo visto in altri Paesi, una leggerezza in più”.

“La seconda ‘gamba’ -continua Speranza – è la costruzione del domani, a cui dobbiamo lavorare da subito, e un pezzo è chiaramente la strategia sanitaria, che ha un indirizzo chiaro e netto, su cinque punti“.

“Abbiamo una strategia sanitaria articolata in 5 punti”

Il primo, indica il responsabile della Salute, “non può che essere quello di continuare con la prudenza, il distanziamento sociale, i comportamenti corretti chiesti a tutti nelle ultime settimane che restano la vera chiave. Fino a quando non ci sarà un vaccino, fino a quando non ci saranno terapie, la distanza e i corretti comportamenti sociali sono l’unico vero strumento che abbiamo”. Poi, “Gli investimenti sull’assistenza territoriale: dobbiamo potenziarla il più possibile, rafforzare la capacità di prossimità, la domiciliarità, l’assistenza delle nostre reti territoriali, una chiave straordinaria per contrastare l’epidemia. Investiremo risorse significative nel prossimo dpcm di aprile, così come metteremo risorse anche sui Covid Hospital. Lo abbiamo visto in questi giorni: avere Covid Hospital è sicuramente la strada giusta perché gli ospedali misti si sono prestati a dinamiche che hanno favorito, in alcune circostanze, il contagio. Questi spazi invece ci aiutano a contenere l’epidemia e dovremo mantenerli a prescindere da quello che avverrà nei prossimi giorni”. Ed ancora, “dobbiamo insistere sulla strategia dei tamponi, anche sierologici. Stiamo costruendo una mappatura nazionale che ci consenta di capire esattamente quello che è successo fino ad ora”. Infine, aggiunge Speranza, “stiamo lavorando per accelerare una App che utilizzi al meglio le innovazioni tecnologiche, per monitorare più velocemente i contatti stretti di ciascun paziente positivo e di avere uno strumento, sul telefonino di ogni paziente, anche di contatto con l’autorità sanitaria“.

“Una strategia per riattivare le famiglie e le imprese”

Concludendo, ha quindi riassunto il ministro, diviene fondamentale “avere una strategia per l’emergenza ma anche per costruire una fase nuova in cui guardiamo al futuro rafforzando però il servizio sanitario nazionale. E il lavoro fatto dall’Emilia-Romagna in queste settimane è andato in questa direzione. Una strategia che deve portarci a dare una risposta di sistema che porti le famiglie e le imprese a ricominciare a vivere pienamente le proprie esistenze. Dovremo fare tutto ciò che è necessario per essere all’altezza di questa sfida. Insieme ce la faremo“.

Max