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Soldi e sesso in cambio di favori: arrestato Magistrato in Calabria. Cosa è successo

Ultimo aggiornamento 12:34

Una notizia che ha quasi dell’incredibile. E’ quella che riguarda Marco Petrini, accusato per corruzione in atti giudiziari nell’ambito di una operazione di inchiesta che riguarda anche altri 8 soggetti indagati a vario titolo, per alcuni scatta l’aggravante dell’art. 416 bis. Di cosa si tratta? Soldi e sesso in cambio di favori: è questo che ha messo messo nei guai Magistrato.

Ecco come si sviluppa questa contorta, controversa e discutibile (a dir poco) vicenda che sta già facendo il giro del web.

Soldi e sesso in cambio di favori: nei guai Marco Petrini. Cosa è successo

La Guardia di Finanza ha tratto agli arresti questa mattina, in coordinamento con la DDA di Salerno, un magistrato della Corte d’Appello di Catanzaro nonché due avvocati. Si tratta, nel caso del magistato, di Marco Petrini.

L’accusa per Marco Petrini è di corruzione in atti giudiziari, mentre per alcuni degli altri indagati potrebbe scattare l’aggravante dell’art. 416 bis. Corruzione a che titolo? Di cosa, esattamente, stiamo parlando? Ecco cosa è venuto, o se non altro sarebbe venuto fuori, dalle indagini.

aggiornamento ore 2,05

Secondo la Dda di Salerno, le indagini “hanno permesso di ricostruire una sistematica attività corruttiva nei confronti di un Presidente di sezione della Corte d’Appello di Catanzaro nonché Presidente della Commissione Provinciale Tributaria del capoluogo di regione calabrese”. La situazione è piuttosto fosca, a quanto pare.

Infatti, stando all comunicato stampa della Dda di Salerno, gli indagati promettevano soldi, beni preziosi e prestazioni sessuali al Presidente di sezione della Corte d’Appello “per ottenere, in processi penali, civili e in cause tributarie sentenze o comunque provvedimenti favorevoli a terze persone concorrenti nel reato corruttivo”.

Nello specifico, a quanto pare, in particolari occasioni, i favori sarebbero stati “diretti a vanificare, mediante assoluzioni o consistenti riduzioni di pena, sentenze di condanna pronunciate in primo grado dai tribunali del distretto, provvedimenti di misure di prevenzione, già definite in primo grado o sequestri patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, nonché sentenze in cause civili e accertamenti tributari”. Questo è quanto viene comunicato dalle autorità preposte alle indagini.

aggiornamento ore 7.49

Il magistrato sempre secondo quanto sta venendo fuori in questi minuti intorno a questa intricata e contorta faccenda, si troverebbe in difficoltà economica da parecchio. Stando alla Dda, ”è stata accertata la grave situazione di sofferenza finanziaria in cui versava il magistrato arrestato”. Una problematica definita “cronicizzata ed assolutamente non risolvibile nel breve periodo”.

La vicenda però non è indubbiamente recentissima. Infatti le indagini sono iniziate nel 2018: 8 persone sono finite al centro dei provvedimenti: uno di questi è agli arresti domiciliari, mentre per gli altri 7 è stata indicata la custodia cautelare in carcere.

I due avvocati arrestati dovrebbero parte del foro di Catanzaro e di Locri. I comunicato della Dda riferisce di una figura cruciale in tutta questa faccenda, individuandolo come una sorta di “insospettabile”: si tratterebbe di un medico in pensione ed ex dirigente dell’Asp di Cosenza.

Al momento parrebbe che, in effetti, “oltre a ‘stipendiare’ il magistrato per garantirsi l’asservimento stabile delle funzioni dello stesso, si prodigava altresì per procacciare nuove occasioni di corruzione”, in cambio, nei riguardi di persone indagate o condannate in primo grado, di trattamenti di favore.

Come se non bastasse, pare che gli inquirenti avrebbero scoperto anche come gli indagati avessero provato a “far riottenere il vitalizio ad un ex politico calabrese che, nel corso della V legislatura regionale, ricopriva la carica di Consigliere della Regione Calabria”. Dovrebbe trattarsi di Giuseppe Tursi Prato, “già condannato nel 2004 per vari reati, fra cui quello di associazione mafiosa, per il reato di traffico di influenze illecite”.

Queste sono, al momento, le indicazioni fornite tramite comunicato.

aggiornamento ore 12,34