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Sossio Aruta esclusivo: “Sogno l’Isola dei Famosi e vorrei allenare una squadra vera”

Sossio Aruta ha 49 anni ma sembra aver vissuto almeno tre vite. È un calciatore, un personaggio televisivo noto, un uomo del popolo e da circa un anno anche un padre. Il suo futuro però è ancora de decifrare, anche le idee sono chiare e le svela in esclusiva a Italia Sera nel corso della trasmissione 65 e mezzo, il Fantacalcio in TV.

L’obiettivo attuale è quello di raggiungere i 400 gol in carriera, poi guarderà avanti: “Vorrei fare l’allenatore, di una squadra vera però”. E ovviamente nel suo futuro c’è anche la TV: “Mi piacerebbe fare l’opinionista o l’inviato sportivo – rivela a Italia Sera Sossio Aruta in esclusiva”. Poi rende noto il suo sogno più grande. “L’Isola dei Famosi, mi farebbe capire ancora meglio questa vita”. Di seguito l’intervista completa a Sossio Aruta.

Come è nata la trattativa con il Veglie?

Ho iniziato la stagione in Basilicata, in Prima Categoria, sono rimasto fino a dicembre, eravamo primi in classifica. Però in queste categorie cambiano spesso le cose, quindi a dicembre mio malgrado ho dovuto abbandonare e mi sono trovato senza squadra. Se alla mia età ancora gioco è perché voglio raggiungere l’obiettivo dei 400 gol, me ne mancano 20. Sono rimasto a spasso per un mese, ho fatto sapere che ero di nuovo sul mercato e il presidente di questa squadra, Todisco, ha voluto rafforzare la squadra e io con altri 4 siamo stati acquistati per centrare la salvezza. Ho iniziato male, perché ho sbagliato un rigore all’esordio e ancora devo segnare. Inseguo ancora l’obiettivo dei 400 gol ma probabilmente resterà un sogno. L’età avanza e inizia a farsi sentire, l’anno prossimo vorrei iniziare la carriera da allenatore. Quindi molto probabilmente l’anno prossimo smetterò da calciatore, a meno che non segni dieci gol da qui alla fine.

Il gol più bello che hai segnato?

Sono orgoglioso della mia carriera, avrei potuto fare di più, ma non sono un oche si piange addosso. Il gol più importante il primo in Serie B, era un Pescara-Padova. In quella partita con il Padova contro di me giocava Max Allegri, che fu anche espulso. Sotto un diluvio segnai un gol in scivolata. Il gol più bello è stato in un famoso Benevento-Catanzaro, feci un gol di esterno destro fuori area e andai esultare sotto la curva opposta dove stavano i miei tifosi. Ci ho messo pochissimo ad arrivarci che nemmeno Mennea.

È vero che ti ha scoperto Gianni Di Marzio?

Ho lasciato la mia casa e mi sono trasferito a Cosenza e da lì è iniziata la mia carriera. Il mio cartellino era di Mario Sommella che ora non c’è più ed era molto amico di Gianni Di Marzio, che allenava in Serie B. Così andai a Cosenza a fare il provino e fui preso. Il Cosenza vinse il campionato e il presidente regalò una tournee alla prima squadra, andò anche qualche giocatore della Primavera, tra cui io. Feci gol e l’anno successivo feci tutta la stagione in Serie B con il Cosenza.

A chi ti ispiri per la tua futura carriera da allenatore?

Ne ho avuti tanti, tra cui Maurizio Viscidi, gli devo tantissimo. Credo di avere la personalità e l’esperienza per allenare una squadra vera. Ho allenato i giovani, ma mi son reso conto di non avere la pazienza per farlo. Le cose cambierebbero se si trattasse di una Primavera, voglio allenare una squadra vera, voglio parlare la lingua del calcio. Vorrei mettere a disposizione della mia futura squadra tutta l’esperienza che ho avuto nel corso della mia carriera, sia cosa positive che negative. Ho avuto la fortuna di avere come allenatori due Campioni del Mondo. Il primo è stato Franco Selvaggi, poi Ciccio Graziani. Da lui ho imparato tantissimo, non era tecnicamente fortissimo ma aveva una forza e una grinta che gli consentivano di essere un grande. Ti sapeva caricare tantissimo e ti faceva sorridere. È una persona che di calcio ne sa tantissimo.

Qual è stato il momento più bella della tuia esperienza al reality show Campioni?

È stato un anno fuori dalle righe, è successo di tutto e di più. Eravamo nell’occhio nel ciclone. Tutti ci invidiavano, non potevamo sbagliare una virgola, anche nel privato. Nonostante tutto siamo stati premiati perché siamo riusciti ad arrivare ai playoff. Vincemmo la partita decisiva e mi ricordo che segnai una doppietta in quella partita che ci permise di approdare ai playoff. Una prestazione che mi consacrò come bomber e artefice principale di quella cavalcata.

Quando tornerai in TV?

Mi piacerebbe rimanere nell’ambito calcistico prendendo la strada dell’opinionista come hanno fatto tanti ex colleghi, oppure l’inviato sui campi di calcio, perché è il mio pane. Mi troverei molto bene in queste vesti. In contesti lontano dal calcio invece, forse per il soprannome Re Leone, ho un sogno: vivere un’avventura su un’isola. L’Isola dei Famosi? Sì, mi piacerebbe. Per quanto abbia avuto a che fare con delle sofferenze nella mia vita, di fame non ho mai sofferto fortunatamente. Non mi dispiacerebbe fare questa esperienza, sono anche un pescatore, sarebbe il mio habitat. Dormire per terra, in mezzo alla foresta e soffrire la fame sarebbe un’esperienza che mi farebbe capire ancora di più la vita. Ma non tutti abbiamo santi in paradiso.