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Sport, cosa cambia con il nuovo Dpcm: dagli stadi chiusi alle discipline consentite

Ultimo aggiornamento 15:59

Sarà stata pure solo l’illusione di un passato che fatica a ritrovare spazio, ma rivedere anche solo mille tifosi allo stadio era un appiglio per continuare a sperare. L’ultimo Dpcm ha però sbarrato ancora le porte degli impianti sportivi. Motivi di salute pubblica, ovviamente il primo pensiero in un momento come questo.

Tornerà il silenzio negli stadi, almeno per un mese. Saranno ammessi solo giornalisti e addetti ai lavori. I tifosi dovranno continuare a seguire la loro squadra del cuore in televisione. Ma c’è anche a chi è andata molto peggio. Perché se nonostante tutto la Serie A e lo sport professionistico nazionale potranno continuare a scendere in campo, devono fermarsi tutti gli altri.

Dall’Eccellenza in giù, nessuno escluso. Lo stop rispetto all’ultimo decreto è stato infatti esteso anche a livello regionale. È una chiusura quasi totale quella decisa dal Governo per arginare la seconda ondata del virus. Al momento sono salvi gli sport che si svolgono all’aperto in maniera individuale, come tennis e paddle. Sospese anche le attività di palestre, piscine e centri natatori. Si ferma quindi anche lo sport giovanile, per il quale, a differenza dell’ultimo decreto, sono vietati anche gli allenamenti.