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Spostamenti regionali vietati e si esce solo per andare al lavoro: lunedì arriva un nuovo Dpcm

Per l’ennesima volta, con sufficiente ritardo rispetto agli eventi (ma non è finita: debbono ‘parlarne’ anche domani), a Palazzo Chigi Conte ha presieduto un vertice (presente anche il Cts), in merito ad ulteriori ‘strette’ da raccogliere in un nuovo Dpcm.

Stavolta si chiude laddove è più rischioso vivere. Casa-lavoro e stop

Quali saranno le ulteriori restrizioni non è ancora possibile saperlo anche se, molto probabilmente si tratterà di ‘chiusure mirate’ all’interno di aree attualmente più interessati dall’aumento dei contagi. Dunque non è da escludere nemmeno il divieto di spostarsi in determinate regioni. D’altra parte la virulenza va in qualche modo stoppata e, premessa l’impossibilità di un lockdown totale e generalizzato, probabilmente sarà consentito uscire soltanto per recarsi al lavoro. Ma staremo a vedere.

Un’altra giornata di ‘chiacchiere’ per arrivare ad una conclusione

Come dicevamo, oggi non è bastato, a quanto pare infatti si tornerà a parlarne domani mattina, quando saranno presenti anche i rappresentanti delle regioni. Poi nel pomeriggio toccherà ai capi delegazione della maggioranza e, infine, alle opposizioni.

Una volta poi ‘chiuso il cerchio’ e decise le misure, lunedì nel corso del Cdm seguirà l’approvazione e quindi ‘l’annunciazione’ del nuovo Dpcm.

Domani speriamo vi sia finalmente il coraggio di imporsi sulle regioni

In realtà, premesso il ‘poco coraggio’ di questo governo ad imporsi, visto nella prima fase diede le chiavi del Paese in mano ai virologi, ed in questo ultime settimane la facoltà alle singole regioni di decidere autonomamente, speriamo stavolta vada dritto, senza troppi complimenti. Il ‘rischio’, ancora una volta, è infatti quello che finisca vittima dell’arrogante piagnisteo di qualche governatore, fino a scendere a patti. Ma oggi più che mai serve invece polso: lavoro sì, altro no. 

Stavolta serve polso, non bisogna piegarsi ai ‘piagnistei’ di qualche governatore

Come non dimenticare l’assillante polemica sollevata ad esempio da Fontana la scorsa primavera quando, nonostante la continua impennata di contagi in Lombardia, riuscì a spuntarla ‘riaprendo’ insieme a molte altre regioni a zero casi. E forse chissà che non sia stata proprio quell’imprudenza a determinare la violenta recrudescenza estiva, della quale stiamo pagando ora (tragicamente) le conseguenze?…

Max