SUPERGA, 68 ANNI FA IL TRAGICO SCHIANTO CONTRO LA BASILICA AVVOLTA IN UNA FITTA NEBBIA DELL’AEREO CON A BORDO IL GRANDE TORINO. UNA TRAGEDIA CHE COSTÒ LA VITA A 31 PERONE

Soprattutto negli appassionati di calcio, è indelebile quella che da oltre 60 anni viene ricordata come ‘la tragedia di Superga’. Perché tale vicenda racchiude in un’unica, tragica coincidenza diversi fattori che ne hanno determinato il mito. Intanto i meriti calcistici. Protagonista la squadra più forte, perennemente in testa alle classifiche nazionali ed internazionali, il ‘grande Torino’: ValerioBacigalupo, AldoBallarin, DinoBallarin, EmileBongiorni, EusebioCastigliano, RubensFadini, GuglielmoGabetto, RuggeroGrava, GiuseppeGrezar, EzioLoik, VirgilioMaroso, DaniloMartelli, ValentinoMazzola, RomeoMenti, PieroOperto, FrancoOssola, MarioRigamonti, GiulioSchubert; insieme agliallenatori EgriErbstein, LeslieLevesley, il massaggiatore OttavioCortina,ed i dirigenti ArnaldoAgnisetta, AndreaBonaiutie IppolitoCivalleri. Parliamo di un team di campioni senza eguali, basti pensare che gli stessi formavano l’11 titolare della nazionale italiana. Poi il grande cuore: quel maledetto giorno la squadra del Torino, accompagnata da alcuni giornalisti (RenatoCasalbore- fondatore di Tuttosport, RenatoTosatti- Gazzetta del Popolo, e LuigiCavallero- La Stampa), rientrava da Lisbona, dove aveva disputato un’amichevole contro il Benfica. Come ricorda il sito della squadra granata: “Una partita concordata tra i due capitani delle squadre:MazzolaeFerreirasi erano conosciuti in occasione della gara tra Italia e Portogallo giocata a Genova. Ferreira chiese a Capitan Valentino di disputare con un’amichevole contro il Torino in occasione del suo addio al calcio. Mazzola si disse d’accordo e l’intesa fu presto raggiunta. Per partecipare all’incontro fissato martedì 3 maggio 1949, il Torino ottiene dalla Federazione il permesso di anticipare al 30 aprile la sfida con l’Inter. La gara contro il Benfica fu una vera amichevole, la formazione granata sconfitta 4-3 con grandi applausi al capitan Ferreira che abbandonava il calcio, in uno stadio gremito da 40mila persone”. Dunque, come abbiamo visto, già dai primi due elementi raccontati, stiamo parlando di una realtà per l’epoca più che prestigiosa. Ma a fermare nel tempo questa irripetibile ‘ricchezza’ dell’ambiente calcistico italiano, quanto seguirà qualche ora dopo dall’applaudita amichevole. Il giorno dopo infatti dopo la squadra, con dirigenti, giornalisti e l’equipaggio (composto da PierluigiMeroni, CelesteD’Inca, CelesteBiancardie AntonioPangrazi), s’imbarcano sultrimotore I-Elceper il viaggio di ritorno verso il capoluogo piemontese: “Il tempo era pessimo con nuvole basse e pioggia battente – racconta ancora il sito della squadra – Dopo l’ultimo contatto con la stazione radio, forse a causa del maltempo o di un guasto all’altimetro, l’aereosi schiantò contro la Basilicadi Superga, avvolta in una fitta nebbia”. Erano le17:05del 4 maggio 1949, in quel momento, appresa la notizia, i cuori degli italiani si fermano all’unisono: era, ed è la più grande tragedia che abbia colpito il calcio italiano. Alle esequie delle 31 persone – fra atleti, dirigenti, giornalisti e membri dell’equipaggio – partecipa idealmente l’Italia intera. Ecco perché ancora oggi, la tragedia di Superga merita di essere ricordata ancora una volta…

M.