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Terminillo, l’escursione finisce in tragedia: un morto

Così come per altre attività sportive, l’escursionismo attraverso scalate e ‘rocciate’ – seppure di modesta difficoltà – è indubbiamente una passione sana e largamente condivisa nel nostro Paese. Resta però il fatto che, a dispetto delle pur ferree norme di sicurezza da adottare, con troppa frequenza la montagna continua restituirci i corpi di scalatori ed escursionisti evidentemente poco accorti.
Tralasciando per quest’occasione, il caso di quei folli temerari che – specie al Nord – battono fuori pista freschi, alimentando così valanghe paurose (ed ugualmente mortali), limitiamoci al solo territorio centrale.
Qui, come ricordano dal Soccorso alpino, solo negli ultimi tre giorni nell’Appenino sono stati effettuati ben 4 interventi. La cosa che più inquieta è che di quanti soccorsi, tre non sono più tornati a casa.
In particolare ci riferiamo alle tre vittime raccolte sul Gran Sasso tra Natale e Santo Stefano. Mentre, alla vigilia, il 24 dicembre, fortunatamente era andata meglio a due escursionisti, rotolati giù da un canalone centrale del Terminillo, riportando diverse ferite.
Anche in questo caso, come negli altri, massiccio intervento di soccorritori specializzati, elicottero, sanitari, ecc. Insomma conseguenze che hanno oltretutto anche un costo sulla collettività, e dunque un motivo di più per avventurarsi, ma sempre con massima attenzione e rispetto per se stessi ed in primis per la montagna.

Alla Vigilia quel canalone aveva risparmiato 2 vite

Spesso però il destino è crudele e, per due che si sono salvati, per il terzo non c’è stato nulla da fare. Oggi infatti è giunta notizia della disgrazia avvenuta sul monte Terminillo, a pochi chilometri dalla Capitale. Un 46enne vicentino, assieme ad altri suoi tre amici, stava scalando il monte, quando è improvvisa,mente scivolato, rovinando lungo il canalone centrale. Anche in questo caso, subito allertate, sul luogo si sono precipitate le squadre del Soccorso alpino, la polizia, i carabinieri, i vigili del fuoco e, ovviamente, l’eliambulanza del 118 della Regione Lazio. Purtroppo però, come dicevamo, per il poveruomo non c’è stato nulla da fare.

La vittima era un esperto alpinista del Cai

In questo caso però, ciò che lascia perplessi, è che il vicentino deceduto, Davide Pizzolato (di Dueville), era in realtà un alpinista esperto. Pizzolato oltre ad essere un’istruttore della scuola di escursionismo della sua società, era anche vicepresidente del Cai. Nei piani del gruppo di amici in trasferta sul monte laziale, che sarebbero rientrati il primo gennaio, c’erano una serie di escursioni.

A tal proposito riportiamo l‘appello lanciato dal Cnsas (il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) del Lazio, rivolto agli appassionati ed ai frequentatori della montagna, affinché, prima di mettersi in cammino, si fermino a valutare con grande attenzione le condizioni meteo in generale e, in particolare, quelle del terreno, spesso complice di scivoloni, cadute o frane. In special modo in questi giorni di continue nevicate, che rendono il terreno particolarmente instabile e mutevole, anche la visibilità gioca un ruolo fondamentale contribuendo – negativamente – a non prevenire lastroni di ghiaccio o buche.
Max