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Torna la zona gialla ma le regole penalizzano i bar: senza la consumazione al banco è un disastro (VIDEO)

Accompagnato da polemiche, seguite ai forti accenti ‘restrittivi’, con i quali il governo ha licenziato quest’atteso decreto riaperture, quello di oggi è un D-Day davvero amaro per diverse attività commerciali.

La ritrovata ‘zona gialla’ che, in special modo per bar e ristoranti, avrebbe dovuto segnare il ritorno alla normalità, come spiegano gli esercenti, si è invece rivelata una beffa…

Torna la zona gialla, ma il caffè al balcone del bar rimane un desiderio inespresso

Accanto alle Regioni e ad alle Province autonome, che hanno espresso il loro rammarico per il mancato posticipo del coprifuoco dalle 22 alle 23 (che di fatto, trasforma la cena in una sorta di aperitivo), le rimostranze palesate dal presidente Fiepet Confesercenti, Giancarlo Banchieri, il quale ha affermato che “il provvedimento, per i bar, si traduce in realtà in un inasprimento delle restrizioni. Di fatto, da lunedì, per le imprese senza posti all’esterno, sarà di nuovo zona arancione anche in zona gialla, visto che si impone il divieto di consumo all’interno dei locali, nemmeno in piedi al banco, fino a giugno’’.

Torna la zona gialla, la Fiepet-Confsercenti: “Giallo mascherato da arancione, la norma penalizza i locali”

Nello specifico Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio, denunciando una norma da rivedere (oltretutto, specificata in ritardo dal Viminale), a ragione evidenzia che ”Nei bar della Capitale non sarà possibile prendere un caffè né un aperitivo al bancone. Si tratta di un giallo mascherato da arancione. Una norma quindi che penalizza tutti i locali, anche in termini economici con perdite per il mese di maggio pari a 150 milioni di euro’’.

Torna la zona gialla, chi non ha tavoli all’aperto stenta, chi ne ha ‘ci rimette’ di personale…

Almeno, rilancia ancora Pica, “agli esercenti non venga applicato il pagamento del servizio al tavolo come segno di protesta civile nei confronti di una norma che ci penalizza”. Dunque, conti fatti, da oggi il guadagno – presunto – almeno per gli esercenti del bar, dovrebbe essere rappresentato dal ‘lavoro’ dei tavoli all’aperto (per chi ne ha). Non considerando però che per servire ai tavoli è necessario l’impiego di personale e, visto che non si applica il costo del servizio al tavolo, per i commercianti non è certo questa la soluzione migliore per tornare a fare fatturato…

Max