TROPPE CORREZIONI, LA MANOVRA NON PUÒ SUBIRE L’IMPASSE DELLA ‘TEMPORALITÀ’: CRESCE L’IPOTESI DI UN ‘VIA LIBERA LAMPO’ AL SENATO SENZA MODIFICHE

Con l’attuale crisi di governo ora la preoccupazione comune è quella di non riuscire ad approvare il provvedimento entro il 31 dicembre. Un’eventualità fino a prima di domenica nemmeno immaginata, che ora rischia invece seriamente di palesarsi. Di contro però, proprio per tale motivo, la situazione potrebbe evolvere positivamente, spingendo il parlamento all’approvazione dell’ex finanziaria. Del resto sono tanti, troppi, i capitoli da correggere (come banche, eco bonus e giochi), di cui si compone legge di bilancio 2017. Dunque, come riferiscono ‘rumors’ attendibili, qualcosa si sta già muovendo, e non è quindi da escludere la probabilità che si arrivi a una approvazione lampo a Palazzo Madama, licenziando il testo uscito dalla Camera che, se approvato senza modifiche, terminerebbe così il suo iter. Intanto già da domani il Senato inizierà a esaminare l’ex finanziaria, con un elenco della spesa che parte dalle modifiche saltate all’ultimo momento alla Camera, sugli incentivi per le ristrutturazioni energetiche di parti condominiali e la possibilità di utilizzare il bonus anche da parte degli incapienti. Una misura che l’Aula non è riuscita a introdurre, e che sarebbe dovuta tornare a Palazzo Madama, e che consentirebbe di ’vendere’ il credito fiscale ai fornitori, che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati. Per non parlare delle banche dove, con la norma sulle contribuzioni addizionali, previsto nella legge di bilancio, presentato dal governo e poi giudicato inammissibile dalla commissione Bilancio per estraneità di materia. In questo senso poco è servita la presentazione di un emendamento al decreto legge collegato alla manovra. Da’ltra parte, sul piatto alla base di un’intesa fra il governo ed il parlamento sarebbe stato possibile soltanto se, accanto al fondo di risoluzione, fosse stata annessa anche  la questione delle banche popolari, modificando ‘quel tetto’ oltre il quale diventa obbligatoria la trasformazione delle stesse in società per azioni. Un tentativo fallito, ed anch’esso tornato a bomba in Senato. Come dicevamo, un’altra voce ’congelata’ per poi subire un secondo passaggio parlamentare è quella dei giochi, e in particolare del riordino dell’offerta, delle distanze e degli orari. Prima di presentare una proposta il governo voleva raggiungere un’intesa con gli enti, che si riuniranno nella conferenza unificata il prossimo 15 dicembre. Dunque, come premesso in apertura, ora non rimane altro che affidarsi al buonsenso di quanti chiamati a ‘rimettere’ in moto nel minor tempo possibile il motore della politica. Anche perché il Paese in questo momento ha assolutamente bisogno di impegno ma, soprattutto, di un grande senso di responsabilità.

M.