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Ucraina, ad un anno dall’invasione russa le diplomazie ancora ‘dormono’, ma si rinnovano minacce e proclami. Ecco la situazione

Mentre scocca il 364esimo giorno dall’invasione russa in Ucraina, non solo la situazione generale non va per nulla migliorando ma, anzi, a tratti sembra virare verso la più cupa delle previsioni.

Per nulla ‘scomodata’ l’eventualità di una missione diplomatica, la Russia da una parte, Usa, Ue e Nato dall’altra, e la Cina che annuncia una sua proposta, resta il ‘campo’, ovvero la guerra, che altro non fa che continuare ad aggiungere morte e disagio alle montagne di macerie che ormai testimoniano le sovrastrutture che un tempo attraversavano  il paese.

Putin minaccia, Nato Usa e Ue non mollano, la Cina tenta di negoziare, Kiev non esclude accordi di pace “ma non ora”

Entrando nel vivo degli ultimi accadimenti, come ormai noto il Cremlino ha affermato ieri di aver revocato il decreto sulla sovranità della Moldavia mentre, dalla sua sede romana,  l’ambasciatore Sergey Razov ha addirittura lanciato una sorta di avvertimento al nostro Paese che, “Fornendo armi a Kiev il Paese, forse contro la sua volontà, diventa parte in causa nel conflitto”.

Fornitura di armi che tende invece ad ingrandirsi sempre più, tanto è che anche la Spagna ha deciso di inviare a Kiev sei carrarmati Leopard.

Dal canto suo Tajani, in vista dell’incontro in agenda a New York al Palazzo di Vetro, ha fatto sapere che avrà luogo un bilaterale con Antony Blinken, segretario di Stato Usa.

In tutto ciò, se Putin ha riservato parole di fuoco contro tutto e tutti, parlando nella piazza di Cracovia, lo stesso Biden ha tenuto a sottolineare che non c’è la minima intenzione di attaccare Mosca.

Così come, di contro la Nato ha invece tenuto a rimarcare che la Russianon intaccherà la sicurezza dell’Unione europea”.

Da Pechino, come già annunciato, il ministro degli steri Wang ha ribadito che la Cina intende incarnare un ruolo costruttivo per una soluzione politica.

In tutto ciò, tanto per ‘accontentarci’, l’unica nota positiva viene da Andriy Melnyk, viceministro degli Esteri ucraino, che non esclude la possibilità di giungere ad un accordo di pace tuttavia, ha però precisato, “Questo non è il momento“.

Intanto è già passato un anno…

Max