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Ucraina, risoluzione del M5S per “Lo stop immediato all’invio delle armi: ora azioni diplomatiche”

Una risoluzione ferma e dura quella presentata stamane dal gruppo parlamentare del M5s alla Camera dei deputati, in risposta alle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sulla proroga all’invio armi all’Ucraina. Il Movimento guidato da Conte punta i piedi ed invita quindi il governo “a non procedere all’emanazione del sesto decreto interministeriale, citato in premessa, al fine di interrompere immediatamente la fornitura di materiali d’armamento alle autorità governative ucraine, ferme restando le misure destinate agli aiuti umanitari“. Così come, viene anche chiesto “di comunicare preventivamente al Parlamento l’indirizzo politico da assumere in occasione di consessi internazionali con riferimento all’evoluzione del conflitto Russia-Ucraina“.

Armi all’Ucraina, il M5s chiede “di relazionare i dettagli in merito alle spese sostenute per forniture militari”

Inoltre, si legge ancora nella risoluzione presentata dal M5s, di “voler interpretare l’articolo 1 del decreto-legge 2 dicembre 2022, n. 185, nel senso che il Governo comunica preventivamente alle Aule parlamentari in merito a ciascuna autorizzazione relativa all’invio di armi, al fine di garantire un ampio coinvolgimento delle Camere in merito“, e “di relazionare, nelle opportune sedi, i dettagli in merito alle spese sostenute per le cessioni di forniture militari, nonché illustrare alle Camere la specifica della natura delle somme in entrata derivanti dai decreti interministeriali che definiscono l’elenco dei mezzi, dei materiali e degli equipaggiamenti militari oggetto di cessione all’Ucraina, riassegnate integralmente sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa“.

Armi all’Ucraina, il M5s: “Subito incisive azioni diplomatiche volte all’immediato cessate il fuoco e all’avvio di negoziati”

Ed ancora, termina la risoluzione firmata da Giuseppe Conte e C., viene chiesto all’esecutivo di “promuovere incisive azioni diplomatiche volte all’immediato cessate il fuoco e all’avvio di negoziati per il raggiungimento di una soluzione politica, giusta, equilibrata, duratura, adoperandosi da subito per una conferenza di pace, da tenersi sotto l’egida delle Nazioni Unite“, e “ad adottare le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte a una graduale diminuzione delle spese per i sistemi di armamento, che insistono sul bilancio dello Stato, considerata la grave crisi economica e sociale in atto, conseguenza diretta della recente crisi energetica, al fine di non distrarre le risorse finanziarie necessarie a sostenere il tessuto sociale ed economico del Paese e a garantirne la ripresa“.

Max