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Uefa, Ceferin: “Tanti milioni persi, difficile dormire la notte. Euro 2021? Si giocherà”

Ultimo aggiornamento 11:13

Il calcio si prepara a ripartire mentre fa i conti con le tasche vuote. Lo stop dovuto alla pandemia ha generato una consistente perdita di denaro, che potrebbe portare ad un modo nuovo di intendere lo sport nei prossimi anni. Dal calciomercato ai diritti televisivi passando per le regole in campo. Sul tavolo una serie di domande alle quali solo il tempo potrà dare risposte.

Tutto il mondo del calcio è coinvolto, naturalmente, nella crisi. Anche l’Uefa ha fatto i conti co la pandemia ed è stata costretta a spostare gli Europei previsti nell’estate 2020. Il presidente Uefa Ceferin è però pronto a scommettere che nel 2021 la competizione si svolgerà regolarmente, come ha annunciato in un’intervista al Guardian.

“Difficile dormire la notte”

I mancati incassi sono un problema difficile da arginare. E possono portare ad uno stato emotivo incostante, come rivela lo stesso Ceferin: “Perderemo milioni su milioni, dozzine di milioni di dollari. È difficile addormentarsi la notte. L’UEFA non è in una situazione pericolosa ma ci prendiamo cura dei club e delle leghe, è parecchio lavoro. Decisi di rinviare gli Europei alle 4 del mattino: presi la decisione e poi avrò dormito massimo un paio d’ore. Scommetterei un milione che nel 2021 riusciremo a farli giocare: il virus non esisterà per sempre”.

Continua il presidente Uefa: “Sono un ottimista, non mi piace la visione apocalittica per cui ci sarà anche una quinta ondata di contagi. Sono del tutto sicuro che il buon vecchio calcio con i tifosi tornerà molto presto. Non è cambiato dopo le guerre mondiali e non cambierà nemmeno a causa di un virus. Perché non pensare che dopo il virus il mondo possa diventare un posto migliore? Magari saremo più intelligenti, capiremo quanto siamo fragili”.

Lanceremo comunque la UEFA Conference League nel 2021. Stiamo ragionando su come migliorare il Fair Play Finanziario, adattandolo ai tempi. A tal proposito stiamo considerando anche una specie di luxury tax, ma in questo periodo difficile abbiamo fermato queste idee”, ha concluso Ceferin.