’UN GOVERNO CHE IN 35 GIORNI VOTA UNA LEGGE E POI IL SUO CONTRARIO, MINA LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI’, LA CGIL DELLA CAMUSSO E GLI STUDENTI A ROMA CONTRO I ’NUOVI’ VOUCHER

    novita-pensioni-oggi-4-agosto-susanna-camusso_815335.jpg (1433×630)
    “Il messaggio lanciato da questa manifestazione è che la democrazia va difesa: quando si violano le regole, si creano dei precedenti che ledono il diritto dei cittadini ad applicare l’articolo 75, cioè la possibilità di giudicare le leggi che i parlamenti e i governi fanno. Noi non retrocediamo, continueremo la nostra battaglia per arrivare alla Carta universale dei diritti del lavoro, perché di precarietà questo Paese muore. La nostra battaglia non finisce qui. Ricorreremo alla Corte. Abbiamo già raccolto più di 150mila firme. Con tutto il rispetto faremo presente al presidente Mattarella che siamo di fronte a un’esplicita violazione della Costituzione: sui voucher la politica non ha avuto il coraggio di fare una battaglia a viso aperto ma ha usato furbizie e sottratto ai cittadini il diritto di voto”. Ne ha di ragioni da vendere il il segretario generale della Cgil, argomentando sulle ragioni che oggi hanno portato in piazza a Roma (San Giovanni), la protesta della Cgil contro i nuovi ticket – voucher – ’ideati’ dal Parlamento all’interno dell’appena approvata nella manovra di correzione dei conti pubblici. ’Ticket’ che, assieme all’introduzione di un tetto unico ai compensi di 5mila euro, andranno a ’sostenere’ il libretto di famiglia per colf, badanti e, insegnanti di ripetizione di 10 euro all’ora, e il contratto occasionale. “Governo e Parlamento non hanno abrogato i voucher ma i referendum – aggiunge ancora Susanna Camusso, in testa al corteo partito da P.zza della Repubblica – ovvero il diritto dei cittadini di esprimersi. Un Parlamento e un governo che in 35 giorni votano una legge e poi il suo contrario minano la loro credibilità ed autorevolezza e la stessa fiducia nelle Istituzioni”. Al fianco della Cgil, in piazza, anche l’Unione degli Universitari (Udu) e la Rete degli Studenti Medi: “Il governo ha preso in giro i cittadini – spiegano – La fiducia sulla manovrina che reintroduce i voucher è passata al Senato giovedì, confermando che la loro abolizione è servita solamente a evitare i referendum inizialmente fissati per il 28 maggio. Cambia il nome, PrestO, ma la sostanza è la stessa. Ed oggi siamo qui insieme alla Cgil, per denunciare questo schiaffo alla democrazia e ribadire il nostro no ad un destino di precarietà”. Dal canto suo, come di ’dovere’, il premier Gentiloni dissente: “La manifestazione di oggi ovviamente non la condivido, sarei un po’ matto visto che è contro decisioni assunte dal governo. E’ una manifestazione non dei sindacati, ma di un sindacato: la Cgil. L’intero paesaggio sociale non è affatto sulle posizioni Cgil, e comunque, non condivido ma rispetto la manifestazione”.
    M.