Una notte per ricordare Bernardo Bertolucci

    Ultimo aggiornamento 00:00

    La morte di Bernardo Bertolucci ha lasciato un vuoto incolmabile. Bernardo Bertolucci, nato a Roma (dove è poi deceduto) il 16 marzo del 1941, è stato uno degli autori che ha contribuito a rendere grande il cinema italiano. Non solo con film che sono rimasti nella memoria come ‘Ultimo tango a Parigi’, con l’indimenticabile duo Brando-Schneider, ma Bernardo Bertolucci può annoverare nella sua bacheca due Oscar vinti per ‘L’ultimo Imperatore’ (miglior regia e miglior sceneggiatura non originale). Un regista temerario, caparbio, che, affetto da tempo da una grave malattia, non si è lasciato scoraggiare tanto che, sei anni fa, all’età di 71 anni, ha diretto il suo ultimo film ‘Io e Te’. Storia di un bambino che decide di vivere in uno scantinato, insieme alla sorella (Tea Falco).  Però il modo migliore per celebrare un grande della cinematografia mondiale non poteva che essere con una serata evento. Vi erano presenti Richard Gere e Sharon Stone ma sono solo due dei divi, insieme ad altre rappresentanze, internazionali e italiane, che hanno preso parte di persona o con una videodedica a Aurevoir BB, la notte-omaggio al Teatro Argentina di Roma dedicata alla memoria appunto di Bernardo Bertolucci, scomparso lo scorso 26 novembre a 77 anni. Ed è forse un unicum in cui tanti illustri membri del mondo del cinema e della cultura si ritrovano riuniti per celebrare un amico e collega, oltre ovviamente alla grande platea che ha presenziato all’evento, aperto a tutti, organizzata dalla moglie Clare Peploe e dagli amici Francesco Siciliano, Jacopo Quadri, Giovanni Mastrangelo. Sul palco si sono susseguiti Ennio Morricone, Wim Wenders e Volker Schlöndorff, Louis Garrel, Amos Gitai, Stefania Sandrelli, Liliana Cavani, e poi, Valeria Bruni Tedeschi, Tea Falco, Laura Morante, Niccolò Ammanniti. Gli interventi sono stati intervallati a videomessaggi provenienti da ogni dove, come quelli di Stephen Frears, Martin Scorsese, Pedro Almodovar, Roberto Benigni, Paolo Sorrentino. I vari pensieri avevano un unico denominatore comune: la commozione – molto intensa quella di Ennio Morricone – ma anche tante storie su un regista sempre molto ironico e con la gioia di vivere.