Una super elaborazione di base

    mbk nitro 1999
    Ciao Pier, mi chiamo Stefano e ho un Mbk Nitro lc del ‘99

    sul quale ho montato un variatore Malossi Multivar e una marmitta Malossi MHR Replica. Ho deciso di elaborarlo ulteriormente con un gruppo termico Pinasco T-Force. Ne esistono 2 versioni: uno con pistone monofascia e uno con pistone bifascia. Tu quale mi consigli, considerando che è un cilindro base? Lo abbinerei a un carburatore dell’Orto 21 PHBG (al quale luciderei il venturi), collettore d’aspirazione originale accorciato, pacco lamellare Top Performances TPR 8 petali, airbox originale con Red Sponge e pipette aggiuntive, frizione regolabile Stage6, correttore di coppia 122 mm Top Performances, coperchio scatola ingranaggi Top Performances e dispositivo Spring Slider. Per i rapporti avrei intenzione di lasciarli originali, per non compromettere il tiro ai bassi. Cosa ne pensi della elaborazione che intendo fare? Che altezza di squish mi consigli? Per il set up della trasmissione da cosa mi consigli di partire? E riguardo la carburazione?
    Stefano 
     
    La scelta di un cilindro a uno o due segmenti dipende molto da che tipo di utilizzo si fa del proprio scooter. Andando spesso piano, e procedendo a bassi regimi, i gas combusti hanno più tempo per “passare” un segmento singolo, mentre quando il motore gira ad altissimi regimi (sopra i 10000 giri/min.) i gas hanno meno tempo per passare anche un solo segmento.
    Quando i gas riescono a passare oltre il segmento si hanno due effetti principali: il primo è una perdita di potenza e coppia ai bassi regimi, il secondo è che i gas incandescenti possono bruciare il velo d’olio lubrificante localizzato tra mantello del pistone e canna del cilindro fino a creare una rapida usura o, in certi casi, un grippaggio. La singola fascia, poi, tende a sentire maggiormente l’usura e deve essere sostituita molto più rapidamente. 
    Con le moderne tolleranze di lavorazione, e con la qualità dei materiali oggi disponibili, questi rischi sono molto ridotti.
    La singola fascia, però, consente di ridurre drasticamente gli attriti e permette al motore di salire più rapidamente di giri e di avere una rotazione più elevata.
    Se userai il tuo motore spesso a bassi regimi, opterei per un pistone 2 fasce montando la prima cromata. Se sei disposto a sostituire spesso il segmento e guiderai per lo più ad alti regimi, prendi il kit con il pistone monofascia.
    Come diagramma di distribuzione ti consiglierei un 188° per lo scarico, 124° per i travasi primari, 122° per i secondari e 118° per la controluce. L’altezza di squish, con questo diagramma, potrà essere abbassata a 0,75 mm, il che ti permetterà di ottenere un rapporto di compressione geometrico pari a 14/1.
    Per la messa a punto della trasmissione, lasciando i rapporti di serie, dovrai montare una molla di contrasto relativamente tenera, come la Pinasco rossa corta con Spring Slider, un rasamento da 0,4 mm, cinghia originale Yamaha e rulli da 4,5 grammi come base di partenza.
    Per la carburazione, monta il PHBG 21 con la taratura di base per scooter e correggi semplicemente il getto massimo, aumentandolo di 8 punti e scalandone 2 per volta se troverai gli elettrodi della candela di colore troppo scuro (tendente al nero) dopo una tirata. Se, invece, gli elettrodi saranno biancastri, dovrai aumentare il getto massimo. Il colore ideale degli elettrodi della candela, che testimoniano una carburazione ottimale, è il nocciola. La lettura della candela, per essere attendibile, deve essere effettuata istantaneamente dopo aver raggiunto la velocità massima e non dopo aver rallentato.