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Unicredit passa ai fatti: via 6mila posti e stop a 450 filiali

Come anticipato nei mesi scorsi presentando il piano di risanamento ‘Transform2023’, Unicredit è ora passata ai fatti e, come si apprende dalla lettera indirizzata ai sindacati, è stata ufficializzata la decisione di chiudere entro il 2023 ben 450 filiali e di accingersi ‘tagliare’ 6mila posti di lavoro. Di questi 5.50 fanno parte di un’eccedenza di capacità produttiva in full time mentre, gli altri 500, appartengono alla prima ‘ondata’ presa in esame precedentemente.

Per le uscite sarà considerata ogni opzione possibile

Come spiega la lettera che di fatto da il via al confronto sindacale per concordare le uscite, il gruppo bancario intende concludere la trattativa sindacale “entro e non oltre il primo trimestre 2020”, per poi passare alle “soluzioni condivise sugli esuberi, anche per attenuare” eventuali ‘ricadute sociali’ in merito a questo nuovo piano sui dipendenti.
Pur di fare prima possibile, Unicredit è intenzionata a percorrere ogni via possibile per ottemperare la scadenza del 2023. Dunque i 6mila ‘esuberi’ si compiranno “valutando in via prioritaria” sia l’accesso al fondo di solidarietà (a disposizione del settore), che i prepensionamenti per quanti ormai vicini all’età pensionabile, anticipando mediamente fino a 36 mesi. Come dicevamo, ogni opzione sarà percorsa: da Quota 100 a Opzione Donna, passando per altri riscatti, così come anche le varie “forme di flessibilità” possibili. Poi, visto che all’interno del piano figura anche un massiccio processo di digitalizzazione, alcune risorse saranno prese in considerazione in virtù dei processi di riconversione e di riqualificazione. Infine, entro il 2020, dovranno essere azzerati tutti i residui ferie pendenti, dei dirigenti, dei quadri direttivi, e del personale delle Aree professionali.
Max

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Max Tamanti