Usa, Trump perde la Camera con le elezioni di Mid-term, il Senato tiene

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    Monito abbastanza inequivocabile a Trump da parte dell’elettorato americano. Le elezioni di Mid term, così come previsto, vanno ad intaccare gli equilibri di potere al Congresso con la vittoria dei democratici alla Camera dei Rappresentanti. Impresa compita a metà, dato che manca la conquista del Senato, saldo nelle mani dei repubblicani, forse anche con qualche seggio in più rispetto a due anni fa. Negli Stati in cui Donald Trump ha vinto con margini a doppia cifra nel 2016, i senatori democratici uscenti hanno subito gravi sconfitte.

    “Domani è un nuovo giorno per l’America – ha detto Nancy Pelosi, leader democratica della Camera – Non è solo una vittoria per i democratici, è la vittoria delle regole costituzionali e dei controlli sull’amministrazione Trump”.

    E’ a Twitter che Donald Trump ha affidato le proprie prime dichiarazioni, citando lo scrittore e capitalista Ben Stein, autore di “The Capitalist Code”: “Solo cinque volte negli ultimi 105 anni un attuale presidente ha vinto seggi al Senato nelle elezioni di medio termine. Trump ha della magia. Questo uomo ha la magia che esce dalle sue orecchie. È un acchiappati incredibile. I repubblicani sono incredibilmente fortunati ad averlo e sono solo meravigliato di quanto bene abbiano fatto. Grazie alla magia di Trump. Trump è l’uomo magico, incredibile, ha tutti i media contro di lui, che lo attaccano ogni giorno, e riesce a raggiungere queste enormi vittorie “.

    Il repubblicano Paul Ryan, ex presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, che ha scelto di non tornare alle elezioni di medio termine, si è congratulato con i democratici per aver preso il controllo del ramo del Congresso, ma li ha esortati a trovare un terreno comune in risposta ad un Paese incredibilmente diviso. “Non abbiamo bisogno di elezioni per sapere che siamo una nazione divisa e ora abbiamo anche una Washington divisa”, ha detto in una dichiarazione. “Come Paese e come governo dobbiamo trovare un modo per unire e trovare un terreno comune e costruire i successi di questo Congresso”.

    A partire dalle 18:00, mezzanotte italiana, i seggi sono stati chiusi in dozzine di stati chiamati a eleggere tutti i 435 membri della Camera dei rappresentanti e un terzo dei 100 membri del Senato, 35 senatori, più 36 governatori. In alcuni Stati il ??conteggio dei voti può richiedere diversi giorni e in alcuni casi un ballottaggio alla fine di novembre.