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Usura, minacce per farsi restituire il prestito: ex campione pugilato arrestato a Roma

Ultimo aggiornamento 11:42

Un ex-pugile professionista Francesco Lomasto, commerciante di generi alimentari, e già campione italiano dei pesi super leggeri è stato arrestato per usura a Roma. La vittima, un imprenditore romano del settore dell’arredamento, aveva chiesto 250 mila euro con tasso di interessi del 10%. L’usuraio è stato fermato dai carabinieri mentre riceveva due orologi del valore di oltre 33 mila euro dall’imprenditore come pagamento di parte del prestito.

Le indagini

La vittima, un imprenditore titolare di alcuni punti vendita di mobili in difficoltà economica, aveva ricevuto dal 2018, in più trance, un prestito “a fermo” di 250.000 euro con un tasso usuraio del 10% da corrispondere mensilmente. Il mobiliere aveva già corrisposto circa 350.000 euro come pagamento degli interessi maturati nel corso del tempo.

Le minacce per la restituzione del debito

L’ex pugile, originario di Napoli e residente a Roma, per ottenere la restituzione delle somme di denaro, minacciava l’imprenditore. La vittima avrebbe subito ripercussioni fisiche come già accaduto per altri suoi debitori che avevano tardato nei pagamenti.

Il collegamento con altri due arresti per usura

In una precedente operazione del febbraio scorso, eseguita dagli stessi Carabinieri dell’Eur, erano stati arrestati due soggetti per usura e estorsione, ai danni di un altro imprenditore romano, gestore di una palestra.

L’assegno

Uno dei due arrestati, commerciante nel settore del caffè, è stato trovato in possesso di un assegno in bianco del valore di 70.000 euro. L’assegno è risultato poi collegato al conto corrente del mobiliere che, a sua volta, lo aveva consegnato al creditore quale garanzia per consentirgli di ripianare il debito contratto.

Per l’ex pugile arresti domiciliari con braccialetto elettronico

A seguito della convalida dell’arresto, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale Capitolino ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari con dispositivo del braccialetto elettronico, alla luce dei gravi reati contestati e delle conseguenze derivanti dal comportamento usurario tenuto.