Vaccini, la risposta di Mattarella all’ostetrica di Reggio

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    Dal presidente pro vaccini un occhio di riguardo al caso di un contrario “suo malgrado”. E’ la vicenda di una aspirante ostetrica di Reggio Emilia che, a per via di una doppia operazione di fegato subito, non può ricorrere ai vaccini. Così, secondo il protocollo sanitario dell’ Emilia Romagna per cui gli aspiranti medici devono aver usufruito di vaccini, la candidata ostetrica non può partecipare ai bandi indetti dalla regione. Perciò Emilia Bonacini, una ragazza di 25 anni laureata ma senza l’autorizzazione consentita per partecipare ai concorsi, visto che non ha assunto vaccini contro il morbillo, ha chiesto aiuto al presidente della Repubblica Mattarella. “Non è certo una scelta o un rifiuto – si legge nella supplica che la madre, Renza Amaducci, ha spedito al capo dello Stato – ma purtroppo una necessità dovuta a gravi ragioni di salute, perché vaccinandosi mia figlia metterebbe a rischio perfino la sua vita”. E ha perciò ha invocato l’aiuto del Colle per sostenere la figlia che nella sua Regione non può prendere parte alle selezioni per indossare il camice, mentre però candidarsi in altre strutture, come quelle di Lombardia o Veneto, dove vi sono normative diverse per l’idoneità, con diversi obblighi di vaccinazione. La risposta è arrivata, mediante una lettera proveniente direttamente dall’ufficio del segretariato generale del Quirinale, verso la Regione Emilia Romagna e per conoscenza verso la famiglia. Dal Quirinale hanno preteso in qualche maniera un procedimento di verifica, e di sapere “le valutazioni e gli interventi di competenza” sulla questione da parte dei rappresentanti della Regione. Pur senza addentrarsi nei dettagli, i vertici del Quirinale vogliono mantenersi aggiornati sugli svolgimenti della situazione. Un intervento all’interno della consuetudine che il Quirinale di solito riserva alle richieste d’aiuto che si presentano sul tavolo del presidente da parte di molti italiani. Anche perché Sergio Mattarella non avrebbe alcun mandato sulle norme che caratterizzano la legislazione delle regioni. Ma la risposta è ad ogni modo un segnale di riguardo alla vicenda di questa ragazza no-vax “per forza”, con il desiderio di lavorare come ostetrica che però sbatte con le variazione dei vari atti legislativi che differiscono da regione a regione da un, con obbligo di vaccinazione richiesto a secondo di dove si è.