BREAKING NEWS

Vaccini: “Se arriviamo all’85%88% nel Paese, il green pass possiamo anche toglierlo”, afferma Crisanti

Il Green pass è nato come strumento per favorire le vaccinazioni. Non è uno strumento di sanità pubblica, ci rende un po’ più sicuri. Siamo all’82% di vaccinati, non si arriverà mai al 100%. Bisognerebbe fissare un obiettivo, l’85-88% di vaccinati e poi vediamo se togliere il Green pass o mantenerlo con determinate condizioni. Ma l’obiettivo va dichiarato: arriviamo all’85-88% di vaccinati e poi vediamo se togliere il Green pass“.

Crisanti: “Bisogna anche avere rispetto della paura delle gente, non credo che il 18%di non vaccinati sia di FN’

Così, ospite di ‘Piazza Pulita’ (su La7), in merito all’entrata in vigore dell’obbligatorietà del certificato verde, il professor Andrea Crisanti  il quale, tiene anche a rimarcare che “bisogna avere anche rispetto della paura delle persone, non credo che il 18% di non vaccinati “siano tutti di Forza Nuova”.

Crisanti: “Tamponi dalle aziende? Io non lo pagherei a chi non ha voluto vaccinarsi”

  • Ribadendo quindi che “Tra l’83 e l’85% dovremmo arrivare ad una situazione di protezione abbastanza stabile”, sottolinea Crisanti, ricordando che Abbiamo fatto il grosso delle vaccinazioni tra aprile e luglio, in ritardo rispetto agli inglesi che hanno vaccinato tra gennaio e febbraio”, tuttavia, aggiunge, “Credo che i tamponi per tutti non siano la soluzione corretta. Se le aziende vogliono pagare i tamponi, lo facessero. Non ci vedo nulla di male. A me non va di pagare il tampone per chi non si vaccina, ma se un’azienda è disposta a pagare, fatti suoi”.

Crisanti: “Sul rischio di una nuova variante, peggio della Delta, dipende dai vaccini nei paesi poveri”

Alla  domanda se le condizioni attuali possano in qualche modo favorire lo sviluppo di una variante ancora più preoccupante della variante Delta, l’infettivologo romano ma di ruolo a Padova spiega che “Di per sé è già molto pericolosa, ha un indice di trasmissione che è molto vicino a quello della varicella. la cosa peggiore che potrebbe capitare ora è che questa variante sviluppi a sua volta altre sottovariiantdi cui una magari è resistente al vaccino. Meno contagi ci sono e più questa probabilità diventa remota. Più ci vacciniamo più diamo un contributo a minimizzare questo problema”. Per meglio spiegare le cose, conclude quindi Crisanti, ”Il problema sono i Paesi in cui l’adesione al vaccino è bassissima. E’ anche interesse nostro o sviluppare vaccini che siano adatti ai Paesi poveri o trasferire ai Paesi poveri fondi perché li producano“.

Max