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Vaccino, soggetti deboli ‘saltati’: il Cts ‘risolve’ allungando l’intervallo fra le due dosi di Pfizer e Moderna

VACCINI

Non possiamo definirla ‘confusione’ perché, all’origine di ogni variazione, c’è giustamente l’esigenza di andare incontro a quante più persone possibile nella lotta ai contagi. Tuttavia, diciamo che ‘strada facendo’, sono tante le novità che continuano ad affastellarsi, soprattutto in tema di vaccini.

Vaccini ‘allungati’: a dispetto dei 21 e 28 giorni dettati dai bugiardini, se ne attenderanno 42

L’ultima in ordine di tempo, è di poche ore fa. A quanto pare infatti, ora fra la prima e la seconda dose sia del vaccino Pfizer, che del Moderna, non deve più intercorrere un mese ma, ‘dispone’ oggi il Cts, si raccomanda un intervallo di 42 giorni.

Eppure il cosiddetto ‘bugiardino’ dei due vaccini a mRna, si riferisce invece a 21 e 28 giorni di attesa tra la prima e la seconda dose.

Vaccini ‘allungati’: in poche parole così si recupereranno i soggetti più fragili ‘saltati’

In realtà, all’origine di questa ‘scelta’ tutta italiana, quanto comunicato dal Cts al ministero della Salute, che ha subito sposato l’iniziativa: “In relazione all’evoluzione nella conduzione della campagna vaccinale contro Sars-CoV-2, il Cts rimarca che rimane una quota significativa di soggetti non vaccinati che, in ragione di connotazioni anagrafiche o per patologie concomitanti, sono a elevato rischio di sviluppare forme di Covid-19 marcatamente gravi o addirittura fatali. Sulla scorta di questa considerazione, pur a fronte di studi registrativi che indicano come l’intervallo tra la prima e la seconda dose dei vaccini a Rna (Pfizer/BioNtech e Moderna) sia di 21 e 28 giorni rispettivamente, è raccomandabile un prolungamento nella somministrazione della seconda dose nella sesta settimana dalla prima dose”.

Vaccini ‘allungati’: come è stato possibile scendere sotto gli over 60 dimenticando i più fragili?

Dunque, ‘sacrificare’ i tempi di inoculazione delle due dosi dei vaccini, per dare modo nel frattempo ai soggetti ‘più bisognosi’ e vergognosamente ‘saltati’, di poter recuperare e venire messi in sicurezza quanto prima.

Per carità, un gesto di grande responsabilità (anche se ‘tardiva’), che però, come spiegato, ‘contravviene’ a quanto previsto dai bugiardini dei due farmaci. Poi, tanto per essere chiari: come è stato possibile allora aver aperto agli over 60 senza prima essersi assicurati di aver messo prima in sicurezza ‘tutti’ i soggetti più fragili? Forse si paga, puntualmente in ritardo, l’egoismo di alcune categorie professionali definite ‘prioritarie’? E nessuno dice nulla? Nessun politico che ’s’indigna’?

La soluzione all’italiana nel condizionale usato dal Cts: ‘non avrebbe controindicazioni’

E’ su questo punto che ‘sale la bile’ perché, come al solito, dopo la sicurezza ostentata ne disporre, il Cts torna all’uso del ‘condizionale’, che in un simile contesto (visto che si parla della nostra salute), a dir poco mette paura. Secondo il Cts infatti, posticipare l’intervallo fra la prima e la seconda inoculazione, ‘non avrebbe controindicazioni’.

“Questa considerazione – a questo punto ‘teorizzano’ gli esperti – trova il suo razionale nelle seguenti osservazioni: la somministrazione della seconda dose entro i 42 giorni dalla prima non inficia l’efficacia della risposta immunitaria; la prima somministrazione di entrambi i vaccini a Rna conferisce già efficace protezione rispetto allo sviluppo di patologia Covid-19 grave in un’elevata percentuale di casi (maggiore dell’80%); in uno scenario in cui vi è ancora necessità nel Paese di coprire un elevato numero di soggetti a rischio di sviluppare forme gravi o addirittura fatali di Covid-19, si configurano condizioni in cui è opportuno dare priorità a strategie di sanità pubblica che consentano di coprire dal rischio il maggior numero possibile di soggetti nel minor tempo possibile“.

Vaccini, comunque tranquilli: il parere potrà in futuro essere supportato da ulteriore approfondimento…

Quindi, concludendo questa orribile comunicazione, il Cts si fa ‘consolatorio’ affermando che “Il parere potrà in futuro essere supportato da ulteriore approfondimento epidemiologico su: letalità per fascia d’età, infetti per fascia l’età (dati correnti delle nuove infezioni), stima degli infetti modellizzata anche rispetto ai dati dello studio di prevalenza”. Avanti così, ‘sperimentando’…

Vaccini ‘allungati’: una scelta che espone il Cts a grandissime responsabilità in caso di eventi dannosi

Una grandissima responsabilità quella che si prende il Cts in quanto, non osservando quanto indicato dal bugiardino dei due vaccini, rispetto a qualsiasi evento dannoso – anche ‘casuale’ – che dovesse seguire all’allungamento del tempo di inoculazione fra la prima e la seconda dose, ne diviene in automatico ‘responsabile’…   

Max