Vaccino, vacanza e turisti: Veneto e Campania, cosa dicono regioni

(Zca/Adnkronos) 

Vaccino covid ai turisti in vacanza, cosa succede nelle regioni? Le posizioni dei governatori di Campania e Veneto, in vista dell’estate piena, differiscono. “Vaccino ai vacanzieri? Prima di valutare devo capire di cosa parliamo, perché non ho capito niente”, dice il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, rispondendo a una domanda sull’apertura del commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo alla somministrazione della seconda dose di vaccino ai turisti in vacanza. “Quello che posso dire – aggiunge De Luca – è che il contributo che viene dallo Stato italiano è di danno grave ai nostri concittadini. “Dallo Stato italiano in questo anno e mezzo è arrivato solo un contributo di confusione, e meno male che il lavoro lo fanno le Regioni altrimenti queste chiacchiere a ruota libera avrebbero lasciato il Paese nel disastro”, aggiunge. Secondo De Luca “una delle poche cose in particolare che avrebbe dovuto fare lo Stato italiano era dare certezze sull’uso dei vaccini. C’è un’agenzia, l’Aifa, che è l’unica che dovrebbe parlare sul piano sanitario e non dice una parola”. 

“Noi faremo i vaccini ai turisti, non sarà un fiume in piena perché non si programma una vacanza per fare il vaccino. La permanenza dei turisti in Veneto in media è di 3 giorni e mezzo. E’ un atto di raffinatezza e di attenzione” prevedere il vaccino per “il turista che per noi è sacro”, dice il governatore del Veneto, Luca Zaia, “Ci sarà un riequilibrio dei vaccini, immagino. A noi servono due cose: abbiamo bisogno delle dosi e ci serve che il certificato noi rilasciamo al turista sia riconosciuto dalla regione di provenienza. Se arrivano cittadini veneti che si sono vaccinati in altre regioni, noi li registriamo. Ai turisti che hanno bisogno del vaccino, garantiamo la ‘forzatura’ del sistema: si prenoteranno per il vaccino che ovviamente non faranno dopo 6 giorni”, aggiunge. “Il tema della permanenza e del periodo minimo, lo decidiamo tutti insieme”, dice Zaia facendo riferimento all’ipotesi di garantire il vaccino per i turisti che rimangono almeno 2 settimane. Per i turisti stranieri “c’è il problema della legittimità delle certificazioni. Ad oggi non abbiamo avuto istanze dai tour operator”.