Home SPETTACOLO MUSICA Vecchioni ‘arringa’ Ovindoli e canta ‘Bella ciao’. Caos social

Vecchioni ‘arringa’ Ovindoli e canta ‘Bella ciao’. Caos social

Solo ieri ci ponevamo la domanda se, vista la sua dimensione ‘oltre’, un artista è corretto o meno che disquisisca pubblicamente di politica, perché Lorenzo Fragola attraverso Twitter ‘ha voluto dire la sua’ firmando un ‘Salvini merda‘ che, francamente, letto così non può che suscitare sdegno e perplessità.
Oggi a ‘spiegare’ meglio il punto di vista di un artista rispetto alla scena politica, ci ha invece pensato ‘uno’ che di tempistica e loquacità se ne intende sul serio. Ora, anche qui, la polemica è comunque esplosa perché a detta di tanti, il contesto che ha ospitato – pagandolo – il cantante è di dichiarata matrice leghista.
E’ infatti accaduto che, nel bel mezzo del suo applaudito concerto ad Ovindoli – in occasione della notte di San Lorenzo – il bravissimo Roberto Vecchioni abbia un po’ calcato la mano avventurandosi in un discorso sui migranti e sulla poca solidarietà che a suo avviso questi ricevono da parte nostra. Ma non solo, l’artista ha poi intonato ‘Bella ciao’, rimbombando per le vicine valli dell’aquilano. Un’iniziativa che a fine concerto ha subito innestato la diatriba social, per quello che in tanti, tra i locali, hanno definito “un comizietto”.
Ovviamente furibondo il primo cittadino – e leghista – di Ovindoli, Simone Angelosante, che ha tuonato: “Un professionista che viene pagato lautamente da un comitato feste, dovrebbe astenersi dal fare propaganda politica di basso livello. Anche perché è stato molto criticato da una parte del pubblico tanto che io sono stato sommerso da messaggi. Chiunque può fare tutte le campagne elettorali che vuole, può fare tutti i commenti che vuole, ma deve dire che sta facendo campagna elettorale e che sta facendo comizi”.
Che dire? E’ vero che Vecchioni, così come altri suoi colleghi – storici militanti – nel corso dei concerti usano prendersi qualche minuto per lanciare dei messaggi sociali, qui però, hanno affermato in tanti, la ‘coincidente’ presenza di un rappresentate politico ‘avverso’, ha finito per trasformarsi in una provocazione. Considerato però che si trattava di una festa popolare, notoriamente dedicata allo svago, forse sarebbe stato sì opportuno lanciare un messaggio sociale, ma non di scatenare un putiferio andando a parare laddove è risaputo risiedere il nervo vivo della radice…
Max