Ventura, rilancio al Chievo

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    La sua precedente avventura su di una panchina non è stata esattamente né idilliaca né contraddistinta dalle rose e dai fiori di chi viene acclamato come un trionfatore. In tutta la sua carriera, probabilmente, batoste come quella vissuta sul ‘banco’ più prestigioso che ci sia calcisticamente in Italia, vale a dire la panchina della nazionale di calcio maschile, non l’aveva mai vissuta. Tuttavia, Giampiero Ventura non è uomo che è si deprime chiudendosi a riccio e, infatti, a qualche mese dalla drammatica (sportivamente parlando) debacle calcistica che ha visto gli Azzurri da lui guidati mancare clamorosamente la qualificazione al mondiale di Russia, poi vinto dalla Francia, si è deciso a rimettersi in gioco, e in pista, ed è pronto a ripartire rilanciandosi per quella che assomiglia forse, se non all’ultima spiaggia sportiva, ad una sorte di terza ‘vita’ agonistica che il genovese non intende sprecare.
    Gian Piero Ventura a 70 anni, ex tecnico dell’Italia più sgangherata che si ricordi, dunque si torna in campo. O meglio, in panchina. E lo fa con il Chievo Verona. Il Chievo ultimo in classifica (attualmente a -1 a seguito della penalizzazione di 3 punti) ha infatti annunciato ufficialmente la separazione dall’attuale tecnico. L’esonero di Lorenzo D’Anna è stato diramato anche via social e dunque per gli scaligeri del piccolo quartiere veronese guidati dallo storico patron Luca Campedelli è arrivato il momento della scelta del successore. Si cercava un uomo motivato, forte, capace di portare esperienza ma anche la capacità di far punti nell’immediato. E si è scelto l’ex ct dell’Italia, autore della triste fuoriuscita dopo oltre 50 anni dell’Italia dai Mondiali. Ventura sarà in grado di soddisfare le richieste dei veronesi? Saprà dare una impronta già nell’immediato? E avrà ancora forza, smalto, e lucidità sufficienti dopo la pesante botta della scorsa annata?
    Quel che è certo è che Ventura non vuole chiudere una carriera che, seppur poco vincente è stata comunque più che dignitosa: appare evidente che da parte sua ci sia sempre stato fin da subito il forte desiderio di rilanciarsi di trovare la giusta occasione per cancellare o per lo meno annacquare l’onta drammatica che lo accompagnerà per sempre. E ora la disperata ricerca di una nuova chance è arrivata. L’ex Ct è ben consapevole che sarebbero state poche, se non nulle, le occasioni che gli avrebbero potuto offrire. Ecco perché, l’ex allenatore di Samp, Udinese, Napoli, Bari, Torino (tra le altre) ha detto di sì, se non alla prima proposta, ad una delle più complesse da portare a compimento. Questo perché il Chievo naviga su acque agitate, complesse, e il rischio di finire ancora una volta KO e, questa volta, irrimediabilmente, è alto. Tuttavia Chievo è anche una piazza sana, tranquilla, che sa aspettare. Il settantenne che vuole essere ricordato non solo per la vergognosa esperienza nazionale ma per i suoi piccoli-grandi successi nei club ha vinto contro il peso di un dramma sportivo che avrebbe piegato le gambe a molti.
    Adesso, a Verona, nella quiete di una piazza pacata ma desiderosa di risalire subito la china, Ventura potrebbe trovare la via dell’ultimo sentiero della sua lunga carriera. Sperando di impolverare un po’ quell’azzurro che è adesso tanto scomodo sull’armadio dei ricordi.