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Vissani lancia un drammatico appello “I piccoli ristoranti continuano a chiudere, il governo deve intervenire”

Ultimo aggiornamento 19:11

Protagonista indiscusso dell’alta qualità culinaria del Paese, pur ‘viaggiando’ a livelli economici poco frequentati dalla maggior parte dei comuni mortali (per intenderci, parliamo di ambienti dove la crisi rappresenta solo una buona occasione di ‘speculazione’), il verace Gianfranco Vissani non rinnega le sue umili origini e, apprese le nuove misure, scende in campo in difesa dei piccoli imprenditori della ristorazione: “I tavoli da sei? Se uno ha un ristorante grande, va bene. Ma il problema è per chi ha locali piccoli, cioè moltissimi piccoli imprenditori in Italia – tiene a rimarcare lo chef umbro – A Roma sono tutte piccole attività, familiari. Come si fa a distruggere queste attività che hanno dato lustro a questo paese? Come si fa? Cerchiamo la qualità del cibo, ma l’abbiamo massacrata – denuncia –  Avrebbero dovuto avere più rispetto per un settore che produce il 13% del Pil“.

Vissani: “Così non si va avanti. Ho dovuto chiudere il ristorante che avevo a Roma”

E’ evidente, incalza Vissani, che ”Sono misure che ci danno una mano a non chiudere, ma non sufficienti. La chiusura alle 24 va bene, almeno recuperiamo un po’ di soldi per pagare i dipendenti, ma non basta di certo. C’è gente che chiude ogni giorno, forse non si rendono conto”.

Tanto è, rivela lo chef, che anche lui ha pagato dazio, costretto ad abbassare le saracinesche del suo locale nella Capitale perché, afferma amareggiato: “Non ce la facevo più a continuare“, spiega.

Vissani: “il governo non ha sfruttato bene questi mesi, ed ora aspettiamo i soldi Ue”

Aspettiamo i soldi dell’Unione europea, ma quando arriveranno? Tra due anni? Nel frattempo, le attività di famiglie che ci hanno lavorato una vita non riapriranno più”. Il ‘Re dei fornelli’ denuncia ancora ritardi anche nei confronti della sua categoria in quanto, nell’arco di tutti questi mesi, afferma, “il governo non ha sfruttato bene questi mesi, in cui potevano organizzarsi per darci delle regole e aiutarci. Noi oltre a rispettare le regole, cosa dovevamo fare?”.

Vissani: “Qui tra un po’ ci mettono i sigilli a tutti. Veniteci incontro, dateci un aiuto”

E aggiunge: “C’è molta confusione, non ci danno regole precise, e questo non è più accettabile”, incalza ancora lo chef, che poi si lascia andare a un duro j’accuse: “Come sempre, chi ha i soldi si aiuta da se stesso, chi non ce li ha resta in difficoltà, come succede in Italia. Tra un po’ qui ci mettono i sigilli a tutti”.

Dunque di qui un accorato grido d’aiuto che, soprattutto per i piccoli commercianti, speriamo non resti inascoltato: ”Veniteci incontro, non vogliamo soldi, non vogliamo regali, ma dateci un aiuto!”.

Max