VITERBO, PROSEGUE IL PROGETTO “IL TERRORISMO RACCONTATO AI RAGAZZI”

Un’iniziativa nata nell’ambito dei “Progetti per le scuole 2014” promossa dalla Regione Lazio. “Il terrorismo raccontato ai ragazzi” ha preso il via il 3 marzo scorso al Teatro Argentina di Roma e si rivolge agli studenti degli Istituti superiori di Roma e della regione. Il progetto di Viterbo si ispira al libro del giornalista Giovanni Bianconi, “Figli della notte” edito da Baldini & Castoldi, che racconta uno spaccato della storia d’Italia dal lato delle vittime, di quanti hanno perso il proprio padre in uno dei tanti attentati che hanno segnato un ventennio di violenza politica, a cavallo tra il 1969 e il 1988, cambiando la storia d’Italia e tanti destini personali e collettivi.

Che ne sanno i ragazzi d’oggi degli “anni di piombo”. E’ proprio la conoscenza di quel periodo buio la base del percorso cui mira il progetto stesso. Il prossimo incontro è previsto il 25 marzo alle ore 10.00 presso l’aula magna del Rettorato Università della Tuscia a Viterbo. L’appuntamento sarà incentrato sulla figura di Mariano Romiti, un Maresciallo, uno scrupoloso poliziotto di quartiere, in servizio al Commissariato di Centocelle, zona popolare di Roma. Originario di un paese della provincia di Viterbo, aveva 52 anni, tre figlie – Rossella, Adriana, Caterina – e un figlio più piccolo, Giovanni. Era conosciuto per i suoi modi garbati, cordiali e anche un po’ paterni, comunque rassicuranti. Quel che si dice uno “sbirro buono”. Cattolico praticante, tra i fondatori del nascente sindacato democratico di polizia. Aveva partecipato a delle operazioni importanti ed ad arresti significativi nell’ambito dei “fiancheggiatori” delle Brigate rosse. Nella “campagna dei marescialli” cominciata dai terroristi contro le forze di polizia nella primavera di quel 1979, che già aveva mietuto diverse vittime, alle 7,45 del 7 dicembre è caduto anche lui. A causa della “sua opera controrivoluzionaria nei quartieri posti sotto il suo controllo” recitava, gelido e farneticante, il comunicato di rivendicazione dell’omicidio.