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“Vivere all’italiana, una delle cose più desiderate nel mondo”, Franceschini  e CdP per il turismo

Ultimo aggiornamento 19:39

E’ un passaggio importante, volto al rilancio dell’immagine del Paese, per ritrovare quella centralità che merita, nell’ambito delle maggiori realtà turistiche mondiali.

Nasce dunque il Fondo Nazionale del Turismo, grazie alla spinta determinante di Cdp, il cui Ad, Fabrizio Palermo, che ha giustamente definito il “turismo il settore trainante per il paese, che sta soffrendo molto per le conseguenze della pandemia”. Ed eccolo l’accordo con il ministero dei Beni culturali che si materializza attraverso un Fondo di ben 2 miliardi di euro. Una ‘chiave’ magica che aprirà le più belle realtà architettoniche (ville, palazzi e tenute), e paesaggistiche, capaci di rappresentare a meglio il ‘bello ed unico’ che caratterizza l’Italia.

Cassa depositi e Prestiti: “Il settore turistico rappresenta il 13% del Pil”

Dal canto suo Cassa depositi e Prestiti è già al lavoro per proporre “un modello non invasivo che punta a sostenere e investire in sviluppo e ammodernamento delle strutture”. Come tiene a precisare l’Ad, “Agli attuali proprietari potrà infatti essere concesso un diritto di riacquisto da esercitare in un arco di tempo ‘congruo’, con la possibilità di reinvestimento dei proventi della vendita nell’attività di gestione”.

Nello specifico, spiega ancora Palermo, ”Il Fondo nazionale per il Turismo si inserisce in una strategia di Cdp di forte sostegno al settore che ha un peso determinante sul pil, circa il 13%, e ha un peso ancora più rilevante, circa il 15%, in termini di occupazione“. Di qui l’idea di un progetto che “punta a investire in strutture storiche e iconiche del paese: si tratta di strutture rappresentative loro stesse di una destinazione, che muovono intere filiere e generano un indotto rappresentando un volano per il turismo italiano”.

Ecco come funzionerà in termini pratici il Fondo Nazionale del Turismo

In sostanza ecco dunque i 2 miliardi di euro, a valere sulle risorse di Cdp (per complessivi 750 mln di euro), nonché per mezzo di fondi da parte di investitori terzi. Da parte sua invece, il Ministero per i Beni Culturali e del Turismo, parteciperà con un contributo (fino a 150 mln di euro), rappresentato da uno specifico  fondo istituito con il Decreto Rilancio.

Franceschini: “No al turismo low cost, puntiamo su un turismo colto e sensibile”

Raggiante, il ministro Dario Franceschini (nella foto), che ha tenuto a sottolineare quale tema fondamentale, la riqualificazione alberghiera: ”Stiamo ragionando  perché una parte importante del recovery fund sia finalizzata ad un intervento che concorderemo con le associazioni di categoria per incentivi alla riqualificazione delle nostre strutture ricettive’’. Del resto l’obiettivo del governo è quella rilanciare il Paese puntando su una peculiarità che da noi davvero non manca: la qualità. Dunque, tiene a puntualizzare il ministro ’’No al turismo low cost, che spesso passa e non lascia ricchezza. Dobbiamo puntare ad un turismo di qualità e con capacità di spesa, colto e che apprezza e rispetta la fragilità del nostro paesaggio”.

Franceschini: “Gli alberghi torneranno presto ad avere una redditività”

In particolare, aggiunge ancora Franceschini, ”questa operazione del Fondo nazionale aiuterà a superare le difficoltà per gli alberghi, che torneranno ad avere una redditività quando tornerà il turismo internazionale, e ad attraversare il deserto prima che la redditività torni. Quindi questo è uno strumento utile anche nell’emergenza, ma in prospettiva consente anche di finalizzare il tipo di intervento. Scegliere dove intervenire e indirizzare gli investimenti. Si tratta insomma di uno strumento importante per il mondo del turismo, perché investire in cultura e turismo non è soltanto un dovere, ma è anche una straordinaria opportunità economica’

Franceschini: “In futuro il turismo sarà sempre più esperienziale”

Il ministro è infatti fermamente convinto che ”Dobbiamo aiutare le imprese del turismo ad attraversare il deserto e le imprese a stare sul mercato. Questo strumento rappresentato dal Fondo nazionale per il turismo ci permette di indirizzare gli investimenti e di tornare a crescere. E’ importante in prospettiva. E’ non solo un dovere investire nella cultura e turismo’. Penso che in Italia abbiamo quella che sembrava una debolezza e invece è una forza enorme – ha quindi rimarcato – Se entri in un hotel di una grande catena alberghiera, quando sei dentro all’hotel con servizi efficienti e grande qualità, ma non ti ricordi più se sei a Berlino, Roma o Pechino. Il turismo diventerà sempre di più ‘esperienziale’, cioè quando vai in un Paese non vuoi solo vederlo, vuoi immergenti. Vivere all’italiana è una delle cose più desiderate nel mondo”.

Federturismo: “Il Fondo nazionale istituto da Cdp è centrale per la ripresa”

La notizia è stata salutata positivamente da tutti gli addetti ai lavori, associazioni di categoria in primis. Come ha infatti commentato a caldo Marina balli, presidente di Federturismo-Confindustria: ”Riteniamo che il Fondo nazionale del turismo, presentato oggi da Cassa Depositi e Prestiti, sia un primo importante passo per la tutela del patrimonio imprenditoriale turistico italiano. Lo strumento, attraverso l’acquisto, la formazione manageriale, l’innovazione, e il consolidamento economico dei gestori sommato alla valorizzazione degli immobili aiuterà a superare questo periodo di forte difficoltà rilanciando il settore e tutelandone l’occupazione“. Inoltre ha poi concluso la Lalli: ”Attraverso il Fondo si rafforza il supporto di Cdp per la valorizzazione degli asset immobiliari, con particolare riferimento agli alberghi, un grande patrimonio che è fortemente a rischio sopravvivenza a causa della pandemia“,

Assoturismo: “Il Fondo Cdp, uno strumento utile anche per il rilancio”

Anche il presidente di Assoturismo, Vittorio Messina, saluta positivamente questa importante e prestigiosa iniziativa: “Il Fondo nazionale per il turismo della Cdp può diventare uno strumento importante non solo per supportare il turismo in questa fase drammatica, ma anche favorirne il rilancio”.

Confindustria Alberghi: “Bene il fondo nazionale di Cdp”

Un plauso anche da parte di Confindustria Alberghi che commenta l’istituzione del Fondo Nazionale del Turismo, commentando che ”Con la presentazione oggi si aggiunge un ulteriore tassello alle misure poste in atto a favore del mondo alberghiero. Uno strumento quello della valorizzazione degli asset immobiliari, che si affianca alle altre iniziative di Cdp a sostegno del settore sulle grandi direttrici di formazione, innovazione e consolidamento degli operatori. Un quadro in cui si potrebbero inserire anche strumenti di equity come bond e basket bond, analogamente a quanto già avvenuto per altri settori”.

Max