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Von der Leyen: nemica di chi vuole indebolire l’Unione europea

Parole decise, forti e chiare quella della candidata alla presidenza della Commissione Ue. E’ il ‘day’ di Ursula von der Leyen, in Europa, e la sua ‘presentazione’ avviene nel ricordo di Simone Veil.

“Quarant’anni dopo finalmente è di nuovo una donna ad essere candidata”. Un lungo intervento carico di significati, indirizzi, idee e progetti. E anche una stoccata: “Sollevata di non avere il sostegno dei sovranisti“. Nel pomeriggio il voto dell’Europarlamento.

Parla la candidata alla presidenza Commissione Ue Von der Leyen: lieta di non essere appoggiata dai sovranisti

A Strasburgo Ursula von der Leyen, si presenta tra gli applausi  quando nel suo discorso ricordare Simone Veil, prima presidente donna del Parlamento europeo 40 anni fa.

“Quarant’anni dopo finalmente è di nuovo una donna ad essere candidata alla Presidenza della Commissione europea” ha dichiarato Von der Leyen, candidata alla presidenza dell’esecutivo europeo. “Lo sono grazie a tutti coloro che hanno rotto le barriere e le convenzioni e che hanno costruito una Europa basata sulla pace, unita, e basata sui valori”.

Come noto, nel pomeriggio ci sarà il voto dell’Europarlamento sulla sua designazione. E lei si dichiara apertamente per quelli che sono gli obiettivi: sarò nemica di chi vuole indebolire l’Unione europea, afferma.

Aggiornamento ore 7.30

“Per me solamente una cosa è importante, l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica“.

Queste le parole della candidata dei Ventotto alla presidenza della Commissione europea Ursula von der Leyen davanti all’Europarlamento.

Molti i temi trattati. Si inizia con la Brexit. “Sono disposta a garantire una ulteriore proroga al recesso nel caso in cui fosse necessario più tempo per motivi validi”, ha ammesso la von der Leyen. “In ogni caso il Regno Unito rimarrà il nostro alleato il nostro partner ed un paese amico”,

Ma soprattutto, al centro della questione, il già citato salario minimo europeo. “Voglio garantire che in una economia sociale di mercato ogni persona che lavora a tempo pieno possa avere un salario minimo che garantisca una vita dignitosa”. Dice la Ursula von der Leyen.

“L’opzione ottimale è avere contrattazioni collettive con i sindacati perché loro possono adeguare il salario minimo al settore e al comparto. So che ci sono modelli diversi ma dobbiamo creare un quadro generale”.

Aggiornamento ore 11.00

Nel suo discorso, molto sentito e apprezzato la candidata ha fatto riferimento alla necessità di utilizzare tutta la flessibilità possibile nel patto di stabilità.

“Dobbiamo lavorare nell’ambito del patto di stabilità e crescita, dobbiamo utilizzare tutta la flessibilità permessa dalle regole”, sostiene Von der Leyen. “Bisogna riconciliare l’economia col sociale” e “l’economia deve essere al servizio delle persone”.

E poi, si parla di donne, e di equità nei nomi e nelle presenze. “Dal 1958 ci sono stati 183 commissari e solo 35 donne. E’ meno del 20%: rappresentiamo metà della popolazione e vogliamo la nostra giusta parte. Farò in modo che ci sia piena parità di genere nel mio collegio dei commissari: se gli Stati membri non mi proporranno abbastanza commissarie donna, non esiterò a chiedere nuovi nomi”, chiarisce la von der Leyen.

Altro tema, altra grana da risolvere: la migrazione irregolare. “Il Mediterraneo è diventato una delle frontiere più letali al mondo, in mare c’è l’obbligo di salvare le vite”. Ne parla in questo modo la candidata. “L’Ue ha bisogno di frontiere umane dobbiamo salvare le vite, ma dobbiamo anche ridurre la migrazione irregolare, lottare contro gli scafisti“. E “contro il crimine organizzato, tutelare il diritto di asilo e migliorare la condizione dei profughi per esempio tramite corridoi umanitari in stretta cooperazione con l’Onu“.

E infine, la stoccata sovranisti. “Sono sollevata che non avrò il suo sostegno per me è veramente un premio per tutto quello che ho fatto”, rivela Ursula von der Leyen rispondendo all’eurodeputato di Alternative fur Deutschland, Joerg Meuthen.

Aggiornamento ore 15.24