Ztl, stretta finale: fino a tre anni per chi beffa i varchi

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    C’era una volta la libera circolazione. Poi, sono state inventate le famigerate – e da alcuni amate, e da tanti altri odiate – ZTL. Zone a traffico limitato, cioè, ovvero intere aree di quartieri più o meno ampi, più o meno ubicati al centro e nei cuori pulsanti della città, in cui non è possibile circolare in automobile salvo diversa indicazione o permessi speciali, pena l’ottenimento delle certamente non amatissime multe economiche.
    Tuttavia, come moltissimi casi hanno dimostrato con la prova evidente dei fatti, la multa e le sanzioni pecuniarie in innumerevoli circostanze non si sono dimostrate delle barriere del tutto efficaci: moniti e deterrenti, certo, ma non assolute prove di certezza del rispetto delle regole. Sono tanti gli automobilisti che, per mille e più ragioni, infatti, violano la legge da questo punto di vista, entrando in una zona a ZTL senza permesso e, poi, una volta ottenuta la multa, mandandola per le lunghe in attesa, chissà, di condoni o di fortunose situazioni per sfuggire all’obbligo del pagamento.
    Per poter fare in modo che la ZTL venga rispettata, per ovvie ragioni di sicurezza, praticità, godibilità cittadina e rispetto ambientale, da più parti, da tempo ormai, si erano alzate voci e proposte, idee e suggerimenti per poter inasprire o rafforzare il concetto con pene decisamente più elevate. Quali, per esempio?
    Una delle idee messe in pratica, adesso, nella Capitale d’Italia, senza alcun dubbio farà molto discutere. Quello che in tanti chiamano già come ‘pugno duro’ da parte dei vigili e in generale della Polizia Locale, prevede un intervento decisamente rigoroso specialmente per quelli che vengono ricordati come gli specialisti della targa nascosta. Si tratta di furbi esperti che entrano e escono dalle classiche ZTL nascondendo in buona parte o almeno anche solo parzialmente la targa della propria auto, di modo da sfuggire alle telecamere dei trentacinque varchi elettronici della città e dunque alle contravvenzioni.
    Questo, ora verrà messo a dura prova. Infatti, il reo verrà denunciato anche penalmente, non solo per truffa, ma anche per occultamento di atti pubblici secondo l’articolo 490 del codice penale. Dunque automobilisti, Ncc o “padroncini” indisciplinati che, se scoperti, sapevano bene di poter al massimo rischiare un qualunque verbale e un po’ di euro da pagare, rischieranno adessoa al contrario di vedersi punire dal giudice con condanne che vanno fino ai tre anni di carcere. Sembra clamoroso, quasi un eccesso, ma è possibile per legge. Il cumulo di reati contestati, se la condotta dei “furbetti della Ztl” verrà consideata dal magistrato grave o recidiva, porterà ad un progressivo inasprimento delle punizioni. Fregarsene, dunque, della Ztl di Roma sarà molto più pericoloso, derubricato da illecito civile a penale produrrà anche un inasprimento delle spese legali per affrontare i processi.
    I numeri, del resto, sono particolarmente elevati in quanto ad illeceità.

    Dal lunedì al venerdì viaggiano in media 55mila veicoli nelle Ztl cittadine. Solo nel mese di settembre i varchi hanno individuato 29mila infrazioni da elevare, quasi mille al giorno, con un record di passaggi non autorizzati al varco di via del Teatro di Marcello (7.397), seguito da via nazionale (4.232) , via Torino (3.139) e via Zanardelli (3.115). Dall’inizio dell’anno la Polizia di Roma Capitale ha già inviato ben 323mila multe a chi ha varcato la zona a traffico limitato del Centro senza averne titolo.