Aborto, nuova polemica: distribuiti volantini sulla 194

Aborto, nuove polemiche. La città di Verona torna a far parlare di sé: se la mozione anti-aborto del 4 ottobre scorso non era bastata a innescare sufficienti polemiche, ora l’associazione “Non una di meno” di Verona è tornata sul campo con un’iniziativa che da molti è stata definita scandalosa.
Le volontarie hanno infatti distribuito, davanti al liceo Messedaglia e alla stazione ferroviaria, alcune bustine contenenti tre caramelle di zucchero e foglietti informativi sui metodi contraccettivi e sulla legge 194 su aborto e conseguenze. Tanto è bastato per far scoppiare, ancora una volta, una polemica furente sull’argomento, con la Lega che in prima linea insorge e grida allo scandalo.
Quando si parla di aborto la storia è lunga e tortuosa, da raccontare.
Come molti ricorderanno, il 4 ottobre scorso il consiglio comunale aveva approvato, con 21 voti a favore e sei contrari, una mozione della Lega sottoscritta dal sindaco Federico Sboarina, che dichiara Verona “città a favore della vita” e sostiene associazioni cattoliche che mettono in campo iniziative contro l’aborto. Un caso unico un Italia anche per il voto a favore della consigliera del Partito democratico, la capogruppo Carla Padovani. Va ricordato, inoltre, che l’attuale vicesindaco della città veneta è Lorenzo Fontana, attuale ministro della Famiglia, che lo scorso luglio ha dichiarato “Lo Stato aiuti le donne a non abortire”. Il movimento femminista ha dichiarato guerra e, per questo, sono state organizzate varie iniziative. Ultima quella della distribuzione delle bustine con le caramelle di zucchero. “Un’iniziativa a favore dell’educazione sessuale e della corretta informazione alla contraccezione”, specificano le attiviste sulla loro pagina Facebook.

Immediata la reazione dei consiglieri comunali leghisti Anna Grassi e Alberto Zelger, spalleggiati dal deputato del Carroccio Vito Comencini. “È inaccettabile che venga veicolato un messaggio che associa un farmaco a una caramella. La pillola del giorno dopo è un farmaco a tutti gli effetti che ha controindicazioni e effetti sul fisico di una ragazza”, dicono in coro. “Sono pillole abortive” rimarca Zelger al quotidiano L’Arena, ricordando come, proprio a Verona, Federfarma abbia rilevato un incremento del 700 per cento dell’assunzione di questi farmaci. “Crediamo piuttosto che si debbano informare i giovani sui valori positivi della vita e della famiglia”, concludono dando anche delle “esaltate” alle volontarie che hanno organizzato l’iniziativa.

“E qui sta il vero punto della questione – rispondono loro – e l’obiettivo politico dell’attacco portato avanti da un’amministrazione che non vuole lavorare a favore di una maternità consapevole, ma per la disinformazione e per la cancellazione dei diritti delle donne”. È scontro aperto anche sulle parole. Dicono le femministe: “Zelger, nel criticare l’iniziativa, sostiene che la cosiddetta pillola del giorno dopo, che appartiene alla categoria della contraccezione di emergenza, sia una pillola abortiva, accusandoci di non avere una corretta conoscenza scientifica in materia. Forse il volantino e le informazioni contenute nel sito a cui si rimanda servirebbero innanzitutto a lui”.