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Azovstal, evacuati dal ‘sacrario’ gli ucraini feriti. Mosca vuol punire i ‘nazisti’ dell’Azov, Zelensky, a ragione, difende i suoi eroi

Nell’ambito dell’ormai ‘caotica’ situazione interna alle acciaierie di Azovstal dove (usciti finalmente i civili, bimbi compresi), ad oggi, ancora si è riusciti a capire quanti soldati ucraini vi sono, quanti feriti, e perché nonostante i continui ‘inviti’ della Russia – che ha ufficialmente rassicurato che avrebbe rispettato ogni convenzione in tema di prigionieri – non sono voluti uscire.

Acciaierie Azovstal, ormai sono divenute il simbolo di questo conflitto, dove ciascuno dei due contendenti lo hanno eletto a ‘sacrario militare’

Pacifico il fatto che questo plesso siderurgico radicato nella periferia di Mariupol rappresenti il ‘simbolo’ di questo conflitto, con i ‘cattivi’ all’esterno che minacciano e sbraitano (ma non l’hanno però rasa al suolo come avrebbero tranquillamente potuto fare), e dentro i ‘buoni’ che (per ‘eccesso’ di preoccupazione?), hanno esitato fino all’ultimo per far evacuare l’ultimo dei minori rimasto nei sotterranei, la sensazione generale è che questo ‘sacrario’ militare debba in realtà restare esattamente così come sta, senza vinti e vincitori.

Acciaierie Azovstal, oggi finalmente evacuati i soldati ucraini feriti. Mosca afferma invece che in 265 si sarebbero arresi

Ad ogni modo oggi un ‘piccolo passo’ è stato fatto, con l’evacuazione dei soldati ucraini feriti, come ha documentato un video diffuso oggi dal ministero della Difesa russo.

Da canto suo Kiev ha però tenuto a precisare che non è la premessa per una resa ma, semmai di una sorta di tregua, per poi giungere ad uno scambio di prigionieri.

Ovviamente da ambo le parti, come al solito, la fa da padrone la propaganda e, capirci qualcosa è ogni giorno più complicato.

Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, ha affermato che “nelle ultime 24 ore hanno deposto le armi e si sono arresi 265 combattenti ad Azovstal. Fanno parte del gruppo di soldati, fra militari regolari e elementi del battaglione Azov assorbito nella Guardia nazionale, anche gli oltre 53 uomini gravemente feriti trasferiti nell’ospedale di Novoazovsk, nell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk”. Dunque secondo quanto affermato da Mosca, “I 265 militari hanno deposto le armi”.

Accierie Azovstal, il nodo della questione è che i russi vogliono punire i ‘nazisti’, mentre Zelensky invece difende a ragione i suoi eroi

Il punto vero, come è noto, è che in realtà, per quanto Kiev li abbia giustamente ‘promossi sul campo’ come eroi, capaci di una resistenza lunga oltre 80 giorni, in realtà i soldati stipati nelle acciaierie sono i componenti del famoso Battaglione Azov, secondo i russi composto da milizie di ispirazione nazista.

Dunque, di fatto, questi soldati per Mosca rappresentano la ‘motivazione’ per la quale (in relazione ai fatti del Donbass risalenti al 2014), hanno deciso di intervenire militarmente in Ucraina. Non a caso oggi Vyacheslav Volodin, presidente della Duma (il parlamento russo), ha definito gli uomini dell’Azov “Criminali nazisti che non devono essere oggetto di scambio. Sono criminali di guerra e dobbiamo fare il possibili per perseguirli”.

Dal canto suo come è giusto che sia, Zelensky è invece intenzionato a ‘salvare’ i suoi soldati, premettendo che si andrà incontro a delle fasi “lunghe e delicate”.

Max