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Nobel ad Handke, ira Madri di Srebrenica: “Immorale, nega il genocidio”

Si sta rivelando una stagione per certi versi ‘tumultuosa‘ questa per il conferimento dei prestigiosi Premi Nobel. Dopo le ‘polemiche’ che hanno accompagnato l’assegnazione del Nobel per la Pace all’etiope Abiy Ahmed Ali, a giudizio di molti perfetto per non riconoscere invece alla piccola Greta l’immenso impegno mondiale profuso per la salvaguardia del pianeta, è di stamane di un altra ‘incresciosa’ situazione creatasi intorno al Nobel per la Letteratura assegnato (ma non ancora consegnato) ieri allo scrittore austriaco Peter Handke.
A contestarlo, ed anche a forza, stavolta non è stata una ‘corporazione’ qualsiasi, o qualche associazione civile, ma le eroiche madri di Srebrenica, i cui figli, mariti, fratelli, nipoti e parenti, vennero letteralmente fatti sparire in quello che ancora oggi è riconosciuto come un ‘genocidio’.
Ebbene, l’associazione ‘Madri di Srebrenica e dell’enclave di Zepa’ ha definito “immorale” il Nobel ad Handke in quanto, oltre che a negare la strage di Srebrenica, tra il 1992 ed il 1995, avrebbe sostenuto i protagonisti dei feroci crimini di guerra consumatisi in Bosnia. A riprova di quanto denunciato dalle ‘Madri’, un articolo del 1990 che Handke aveva scritto per il ‘Guardian’, nel quale affermava che anche i musulmani si erano resi autori di indicibili massacri a Sarajevo e, cosa non da poco, di non credere affatto alle stragi perpetrate dalle milizie serbe, quella di Srebrenica in primis. Affermazioni che, oltre le povere donne, mandarono su tutte le furie le varie associazioni legate alle vittime del conflitto nella Bosnia.
Munira Subasic, presidente dell’associazione, ha quindi chiesto ufficialmente ai membri dell’Accademia svedese “di fare urgentemente un passo indietro sulla decisione presa e ritirare il premio. E’ triste che un premio tanto importante sia stato assegnato a una persona che nega il genocidio di Srebrenica, quando tutti sanno quello che è accaduto. Con questa decisione – ha spiegato la donna – hanno inviato ad altri il messaggio per cui possono vincere premi e riconoscimenti indipendentemente dal loro comportamento passato. E decisamente immorale e ridicolo che passi una decisione di questo tipo, decisione che ferisce e spezza nuovamente i cuori delle Madri di Srebrenica che hanno perso i loro figli, mariti e fratelli – ha quindi affermato concludendo – Si tratta di una disgrazia e di un messaggio negativo per l’intera umanità”, motivo questo, ha assicurato la Subasic, per il quale “l’associazione continuerà a combattere perché difendere la verità di quello che è accaduto a Srebrenica”.
Max

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Max Tamanti