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Nobel per la Pace al leader etiope Abiy Ahmed Ali

In molti erano talmente convinti che il prestigioso Nobel per la Pace sarebbe finito alla giovanissima Greta Thunberg, al punto tale che, dopo che Berit Reiss-Andersen (presidente del comitato del premio di Oslo) ha annunciato il nome del vincitore, in seguito alle insistenti domande dei giornalisti è stato poi costretto a dover rispondere: “Nel giorno in cui annunciamo il Premio, noi non facciamo mai commenti su chi non lo ha ricevuto e chi avrebbe dovuto riceverlo. Dunque non ho nessun commento da fare a riguardo“.
Liquidata la questione c’è invece di che rallegrarsi per la scelta, caduta sul primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed Ali, alla luce dei “suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale ed in particolare per i suoi sforzi decisivi per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea. Il premio Nobel per la Pace – spiega ancora la motivazione – vuole anche riconoscere tutti gli altri che stanno lavorando per la pace e la riconciliazione in Etiopia e nelle regioni dell’Est e del nord Est dell’Africa”.
A tal proposito si sottolinea “stretta collaborazione con il presidente dell’Eritrea Isaias Afwerki, che ha permesso a Abiy Ahmed di fissare velocemente i principi di un accordo di pace per mettere fine al lungo stallo di ‘no pace no guerra’ tra Etiopia ed Eritrea. Anche se molto lavoro rimane da fare in Etiopia, il premier ha avviato importanti riforme che danno a molti cittadini speranza per una vita migliore ed un futuro più radioso. Come primo ministro, Abiy Ahmed ha cercato di promuovere riconciliazione, solidarietà e giustizia sociale”.
Per tali motivi, l’Accademia svedese “spera che il premio per la Pace rafforzi il primo ministro Abiy Ahmed nel suo importante lavoro per la pace e la riconciliazione“,. Come ha poi aggiunto lo stesso Berit Reiss-Andersen, “Un’Etiopia pacifica, stabile e di successo avrà molti effetti collaterali positivi ed aiuterà a rafforzare la fraternità tra le nazioni ed i popoli della regione”, grazie anche al fatto “di voler riconoscere l’intenzione di svolgere elezioni democratiche il prossimo anno. E’ un riconoscimento ed un incoraggiamento, noi lo riconosciamo come una persona che ha contribuiti ai processi di pace nei paesi confinanti”.
Poco dopo l’annuncio, dall’ufficio del ministro Abiy Ahmed Ali, dopo la prima reazione di gioia via Twitter (“Siamo orgogliosi come nazione”), è poi seguito un comunicato ufficiale dove viene affermato che “questo riconoscimento è una testimonianza senza tempo degli ideali di unità, cooperazione e mutua esistenza che il primo ministro ha con coerenza difeso”.
Max