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Nuovo Dpcm: quando entra in vigore e cosa cambia

”Non ci sono oggi le condizioni per allentare le misure“. Così il ministro della salute Roberto Speranza, ieri, ha annunciato che il nuovo Dpcm in vigore dal 6 marzo al 6 aprile non farà sconti alle restrizioni. Rimarrà quasi tutto invariato, perché i casi Covid non scendono e le varianti spaventano. È questo il fulcro del discorso del ministro.

Cosa cambia quindi nel nuovo Dpcm? Poco: c’è la possibilità che alcune aperture possano venire anticipate, ma la decisione arriverà sulla base dei dati della curva epidemiologica. Non ci sarà tregua nemmeno a Pasqua (il 4 aprile). Le nuove regole saranno annunciate lunedì prossimo: il punto di discontinuità rispetto al precedente governo è proprio la tempistica con cui verranno comunicate le decisioni prese.

Rimarrà la suddivisione in colori per le diverse zone di rischio: in rosso e in “arancione scuro” le Regioni con il livello di rischio più alto, in arancione con il rischio intermedio, in giallo con rischio basso, e bianco, mai applicato finora, per le Regioni libere dal Covid. Rimangono il coprifuoco e l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto.

In zona rossa o arancione scuro non si potrà uscire dal proprio Comune di residenza e sarà impossibile quindi recarsi nelle seconde case. Sarà possibile farlo invece in zona arancione o gialla. Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha chiesto che i musei, mostre e parchi archeologici possano rimanere aperti anche il weekend. Inoltre lavora per l’apertura di cinema e teatri il 27 marzo: una risposta arriverà nei prossimi giorni. Niente apertura per palestre e piscine, nonostante il protocollo varato dal Cts, il ritorno allo sport slitta ancora.