POLITICA

Palestina, Abu Mazen rompe con Usa e Israele

Il presidente palestinese, Abu Mazen, ha deciso di mettere la parola fine su tutti gli accordi con Israele e Stati Uniti a causa delle intenzioni del primo di voler procedere all’annessione degli insediamenti in Cisgiordania. Israele, sostiene Abu Mazen, è una potenza occupante ed è responsabile dei territori che occupa.

“L’Organizzazione per la liberazione della Palestina e lo Stato della Palestina sono da oggi esentati da tutti gli accordi e le intese con i governi americano e israeliano e da tutti gli obblighi ivi previsti, compresi quelli di sicurezza”, si legge nella dichiarazione presidenziale, pubblicata dall’agenzia stata Wafa.

Un annuncio che arriva tre giorni dopo la formazione del nuovo governo di unità nazionale israeliano. Dopo diciotto mesi di instabilità politica, i leader dei due principali partiti politici, Benjamin Netanyahu e Benny Gantz, rispettivamente del Likud e del Bianco-blu, hanno trovato l’accordo e messo da parte i vecchi rancori.

Il nuovo governo ha come obiettivo l’annessione dei territori occupati della Valle del Giordano e della Cisgiordania, colonie israeliane sparse a macchia di leopardo in territorio palestinese. Un programma sostenuto dagli Stati Uniti nel cosiddetto ‘accordo del secolo‘ del gennaio scorso. Un piano per la pace che i palestinesi ritengono troppo a favore di Israele.

Abu Mazen dunque ha esortato Israele ad assumersi i propri obblighi in quanto potenza occupante “con tutte le conseguenze basate sul diritto internazionale e umanitario”. Il presidente si è opposto nuovamente alla proposta di pace statunitense e ha condannato la scelta di Donald Trump di aver riconosciuto Gerusalemme capitale d’Israele, trasferendo lì l’ambasciata americana. “Una pace giusta e completa basata nella soluzione dei due Stati” è l’unica soluzione appoggiata da Abu Mazen.

Mario Bonito