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“Prorogheremo lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021. Mascherine all’aperto? Stiamo valutando”, Conte

Siamo in costante aggiornamento con il ministro della Salute e gli esperti, torneremo ad aggiornarci in queste ore, ci confronteremo con i presidenti delle Regioni e valuteremo. Al momento non abbiamo deliberato nessuna misura in questa direzione”.

Stamane era stata la sottosegretaria alla Salute, Zampa, ad affermare che non si esclude da parte del governo (così come sta accadendo in diverse regioni), la possibilità di estendere l’uso della mascherina all’aperto obbligatorio in tutto il Paese. Una ‘soluzione’ che in realtà, come spiega il premier Conte da Bruxelles, nell’ambito della conferenza stampa seguita al Consiglio europeo, “è una decisione che il governo non ha preso. E’ stata appena adottata da qualche regione, che ha valutato la situazione come critica“.

Conte: “Lo stato di emergenza? Dopo il confronto in Parlamento”

E’ invece abbastanza chiaro che, alla luce dell’alto numero di contagi, giustamente il governo si cautelerà prorogando dello stato di emergenza  fino al 31 gennaio 2021. Tuttavia, tiene ad affermare il Capo dell’esecutivo ”Non lo abbiamo ancora deliberato perché vogliamo un confronto con il Parlamento. La proposta è quella di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio. Adesso siamo in stato di emergenza, ma non significa che stiamo vivendo un lockdown, né che qualcuno sta abusando dei pieni poteri. E’ una possibilità contemplata dal nostro Codice della Protezione Civile e ci consente di mantenere facoltà e poteri che sono necessari per queste situazioni”.

Conte: “Prorogare lo stato di emergenza significa essere pronti”

Prorogare lo stato d’emergenza, ha ricordato il premier, ”Significa  mantenere in piedi e in piena efficienza la macchina della Protezione Civile, significa mantenere in piedi i poteri del commissario straordinario Arcuri, significa poter allestire e gestire le strutture per i malati, usare i volontari, spostare il personale medico dove c’è necessità. Questo è il senso della richiesta dello stato di emergenza. E non conviene farlo di mese in mese, quindi la richiederemo fino al 31 gennaio“.

Conte: “E’ bene continuare a tenere alta la soglia di attenzione”

Entrando poi nello specifico dei numeri che caratterizzano i nuovi contagi censiti nel Paese, anche se migliori rispetto a quelli di altri Paesi, Conte afferma che è comunque molto più prudente “tenere molto alta la soglia di attenzione, perché la pandemia di Covid-19 non è finita. Dobbiamo essere tutti consapevoli che abbiamo una pandemia in corso. C’è stato negli ultimi giorni, in particolare ieri, un segnale di crescita dei contagi. Ieri abbiamo fatto tantissimi test, erano 120mila in 24 ore, ma sicuramente rimangono numeri che devono spingerci a tenere molto alta la soglia di attenzione”.

Conte: “Abbiamo investito molto per la sicurezza nelle scuole”

Nonostante tutto, ha quindi rimarcato il presidente del Consiglio, ”Abbiamo ripreso l’attività scolastica e nelle comunità scolastiche c’è un ulteriore motivo di attento monitoraggio. Noi abbiamo fatto le nostre scelte, rafforzando il sistema sanitario, facendo tanti test. Abbiamo fatto molti investimenti nella scuola per assicurare il distanziamento, abbiamo misure precauzionali che ci consentono di affrontare anche questa fase. Questo non significa che possiamo cantare vittoria”.

Conte: “La app Immuni è un obbligo morale al quale contribuire”

Dunque, ha quindi aggiunto Conte, ‘rilanciando’ un’iniziativa che, purtroppo, ad oggi non ha sortito gli effetti che ci si aspettava, “Scaricare sul proprio telefonino la app Immuni è un “imperativo morale” e, a tal proposito, presto partirà una campagna cui dovrebbero aver aderito tutte le principali testate giornalistiche, pubbliche e private. Sul servizio pubblico ci contiamo, ma il fatto che abbiano aderito anche le reti private mi fa molto piacere”. Una campagna ha spiegato, “che servirà a promuovere la diffusione della app Immuni. E’ uno strumento utile perché facilita il contact tracing“, cioè è in gradi di individuare se si è venuti casualmente a contatto con una persona positiva, così da poter evitare altre occasioni di contagio. “Pur essendo facoltativo – ha poi ricordato il premier – non obbligatorio, è sicuramente un imperativo morale, un obbligo morale contribuire e partecipare a questo programma, perché significa rendere più efficiente il sistema di tracciamento”. Oltretutto, ha quindi concluso rassicurando i più ‘scettici’, “I dati rimangono anonimi, anche la localizzazione è disattivata. Viene rispettata completamente la privacy, ma scaricando la app Immuni tutti quanti daranno la possibilità al nostro sistema di prevenzione di essere più efficiente”.

Max