RENZI; RIFORMA DEL LAVORO NON E’ SOLO ABOLIZIONE ART. 1

Mentre Landini (FIOM) e Camusso (CGIL) invocano il ricorso a manifestazioni e allo sciopero generale, il premier Renzi và avanti per la sua strada senza sentire né sindacati né minoranza PD. Tra le novità elencate alla Direzione del suo partito, Renzi ha illustrato come la sua riforma del mercato del lavoro che ridisegna in modo sostanziale l’intero sistema e che và oltre la cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Tra le novità emerge il deciso taglio alle tipologie contrattuali oggi esistenti per arrivare a non più di 4 o5 contratti. Verrebbero eliminate le tante forme di precariato co.co.co. co.co.pro. ecc.. Rimarrebbero : contratto a tempo indeterminato, nella nuova versione a tutele crescenti, contratto a termine, apprendistato, part-time, voucher per piccoli lavori. Il contratto a tutele crescenti sarà applicato a tutte le nuove assunzioni. Si modificherebbe cosi l’attuale disciplina sul recesso che, per le aziende con oltre 15 dipendenti prevede l’applicazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Nel caso di licenziamento illegittimo la nuova norma prevede che al lavoratore spetterà solo un indennizzo proporzionato al tempo trascorso in azienda. Contrari a questa ipotesi i rappresentanti della minoranza PD che chiedono che il diritto alla reintegra sia congelato solo per i primi tre anni. Per quanto riguarda invece i licenziamenti “discriminatori”, quelli cioè dovuti a fattori razziali, sesso, credo religioso, orientamento sessuale, handicap, ecc., il Governo ha più volte garantito che in questi casi continuerà a valere la tutela del reintegro anche per le aziende sotto i 15 dipendenti. Per i lavoratori che hanno in essere un contratto a tempo indeterminato, il reintegro in caso di licenziamento giudicato illegittimo, resterà invariato. Importante infine è la promessa del premier sull’estensione del diritto di disoccupazione esteso anche ai lavoratori precari. E’ stata infine confermata l’ipotesi alla quale il Governo sta lavorando per l’inserimento in busta paga del TFR mensilmente.