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Smog, male al Nord: Torino ferma anche i diesel Euro 5

Lo scorso week-end è stato il comune della Capitale ad ordinare ai suoi cittadini di lasciare a casa le auto, a causa degli alto livello delle polveri inquinanti, registrato dalle centraline anti-smog. Ed oggi l’emergenza smog si è come ‘trasferita’ al Nord, dove ha letteralmente mandato in crisi la circolazione in diverse città.
Così, in linea con l’accordo sancito col Bacino padano – siglato lo scorso 1 ottobre, sui provvedimenti di contenimento della qualità dell’aria – ecco scattare il livello rosso. In particolare a Torino dove, in aggiunta al fermo per i diesel euro 4 fissato dallo scorso giovedì, da oggi il divieto è stato esteso anche ai diesel Euro 5, immatricolati prima del 01/01/2013: dunque, stop fino al 9 gennaio dalle 8 alle 19. Per i veicoli commerciali della stessa classe emissiva, il divieto è in vigore dalle 8.30 alle 14 e dalle 16 alle 19.
Una brutta aria quella che tira nel capoluogo piemontese, come già appurato lo scorso 27 dicembre, quando le micropolveri hanno superato i 50 microgrammi al metro cubo, per poi continuare a mantenersi costantemente oltre fino ad oggi. Dunque sarà l’Arpa Piemonte, giovedì prossimo, a decidere se la situazione sia tornata a livelli accettabili – e quindi sospendere il blocco – o se è il caso di protrarre il fermo delle diesel.
E guai a ‘sgarrare’: chi non rispetta il fermo andrà infatti incontro a una sanzione amministrativa che varia dai 164 ai 664 euro, e se per caso viene ravvisato che è la seconda volta che incappate nella multa per tale motivo, ecco la sospensione della patente per un periodo compreso tra i 15 ed i 30 giorni. Inoltre, da tenere a mente, fino al 31 prossimo marzo persiste il divieto di tenere il motore oltre un minuto in caso di sosta.
Infine, sempre nell’ambito dell’inquinamento atmosferico, fatta eccezione per gli ospedali e luoghi di ricovero, all’interno delle abitazioni, così come per gli uffici, club, palestre e locali commerciali, nell’uso del riscaldamento non si possono superare i 19 gradi (la tolleranza massima è di 2 gradi) mentre, nelle fabbriche – che siano industriali od artigianali – anche qui guai a superare i 17 gradi. Per quanti usano invece scaldarsi per mezzo generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (che sia pellet, legna da ardere, ecc.), le prestazioni degli impianti debbono essere inferiori alle 2 stelle.
Max