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Stankevicius esclusivo tra obiettivi e il nuovo ruolo di allenatore: “E vi spiego il segreto delle mie rimesse laterali”

Ad ascoltarlo quasi non si direbbe che è nato in un paese lontano dall’Italia, perché la sua pronuncia è quasi perfetta: “Normale dopo quasi 20 anni, ma devo ancora migliorare”. Marius Stankevicius lavora sempre per migliorarsi, come ha fatto anche nel corso della sua lunga carriera, culminata ora nel ruolo di vice allenatore della nazionale lituana.

Lo ha svelato in esclusiva a Italia Sera nel corso della puntata di ‘65 e mezzo, il Fantacalcio in TV’, durante la quale ha ripercorso la sua carriera raccontando anche gli obiettivi per il futuro. Curiosità anche sulla sua rimessa laterale, diventata un’icona. Di seguito l’intervista integrale di Stankevicius a Italia Sera.

Cosa fai adesso?

Ora sono con la nazionale lituano, sono allenatore in seconda della squadra maggiore e allenatore dell’Under 17. Ho iniziato quest’anno, son i primi passi, sto preparando l’inizio di questo percorso. A chi mi ispiro? Ho avuto tantissimi allenatori, a partire dal mitico Carletto Mazzone, passando per De Biasi e gli allenatori che ho avuto in Spagna, come Emery. Nel calcio moderno si guarda la bellezza del gioco, quindi chi arriva dal calcio spagnolo è avvantaggiato in questo senso. Oggi però anche l’Italia sta cambiano tanto, come vediamo soprattutto con la Lazio che sta facendo cose straordinarie.

Il punto più alto della tua carriera?

In Italia direi la Lazio, poi anche la mia esperienza in Spagna con Valencia e Siviglia. A Siviglia ho giocato gli ottavi di Champions League e vinto la Coppa del Re, a Valencia uguale: abbiamo giocato la Champions League e fatto un grande campionato. Poi ovviamente la vittoria della Coppa Italia del 2013 con la Roma, quello era il top di tutti i tempi.

Consideri l’Italia la tua seconda casa?

Tra poco saranno 20 anni che sono in Italia, per questo lo parlo bene. Nonostante io sia con la nazionale lituana attualmente il mio punto di riferimento è l’Italia, è lì che vivo con la mia famiglia.

In Italia ti ha portato il Brescia, lì hai giocato con Baggio e Guardiola: che ricordi hai di loro?

Per un ragazzo come ero io giocare con giocatori con Baggio e Guardiola è qualcosa di incredibile. È un sogno e allo stesso tempo mi hanno insegnato l’umiltà e cosa significa essere un calciatore vero e ud un uomo vero. Queste persone mi hanno insegnato l’equilibrio che è davvero importante.

Come vedi la sfida Valencia e Atalanta in Champions?

Ho seguito parecchio l’Atalanta, mi piace il calcio che dà emozioni, e la squadra di Gasperini, a cui faccio i complimenti, ne è l’esempio. Il calcio italiano è diverso da quello spagnolo, penso sarà una bellissima sfida, un minimo errore può decidere il risultato. Mi auguro di vedere lo spirito giusto.

Ci spieghi come nasce la tua rimessa laterale diventata famosa?

E’ un’arma in più. Da ragazzo ho visto un compagno più grande di me e mi sono detto ’caspita, è una cosa incredibile’, è da quel momento mi sono allenato con i miei compagni di squadra. Da allora mi è venuto semplicemente naturale che avessi una rimessa laterale così forte che ci ha aiutato a risolvere anche diverse partite, alcune anche molti difficili.

Quale è il giocatore che ti ha colpito di più in Serie A?

Considerando il campionato attuale chi ha fatto un salto in avanti è stato Ciro Immobile, perché fa un lavoro incredibile e tantissimi gol, come solo i campioni sanno fare. Io penso però che il lavoro di quadra sia più importante di quello dei singoli. Per questo vorrei fare i complimenti quanto alla Lazio così che all’Atalanta che stanno facendo un campionato incredibile.

Ti aspettavi una Lazio così in alto?

No, così non mi aspettavo il Napoli così in basso. Quello della Lazio è un lavoro a lungo termine, perché on è da ieri che ha iniziato ad avere questa squadra. Ha mantenuto un equilibrio giorno dopo giorno che le ha permesso di fare questo. E non è solo un giocatore che fa la differenza, ma tutta la squadra. È questa la bellezza di questo percorso, un lavoro che sta pagando e che permette alla squadra biancoceleste di stare lassù.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Trasmettere la bellezza della mia carriera alla nuova generazione: ai nostri figli, i nuovi giocatori. Mi pacerebbe trasmettere le emozioni che ho ricevuto dalla mia carriera ai più giovani, sarei molto grato di questo.