ESTERI

Stati Uniti, l’impeachment passa al Senato: Trump accusato di “istigazione all’insurrezione”

Nella serata di ieri, lunedì 25 gennaio, sono arrivate al Senato degli Stati Uniti le cinque pagine dell’articolo di impeachment nei confronti di Donald Trump. L’ex presidente è accusato di “istigazione all’insurrezione” per i fatti del 6 gennaio scorso, ovvero l’assalto al Congresso da parte dei suoi sostenitori. Trump “ha messo in pericolo la sicurezza del Paese e delle istituzioni – recita l’articolo – ha minacciato l’integrità del sistema democratico e ha ostacolato una pacifica transizione dei poteri”. Al centro dell’accusa la famigerata frase, pronunciata dall’allora presidente mentre il Congresso stava per certificare la vittoria di Joe Biden, in cui incitava i manifestanti a “combattere come indemoniati” per difendere il Paese.

Lo stesso Biden ha ammesso, per la prima volta, che la messa in stato d’accusa deve essere portata a termine. “Penso che vada fatto”, ha sostenuto, anche se il processo rischia di rallentare la realizzazione della sua agenda politica. “Ma – ha aggiunto alla Cnn – sarebbe stato peggio se questo non fosse accaduto”.

Il processo al Senato partirà l’8 febbraio, sarà il quarto nella storia del Paese e per la seconda volta contro Trump. Il primo presidente accusato fu Andrew Johnson nel 1868. Nel 1974 toccò a Richard Nixon, che si dimise prima del voto a seguito dello scandalo Watergate. L’ultimo fu Bill Clinton nel 1998, accusato per aver mentito riguardo alla relazione extraconiugale intrattenuta con una stagista della Casa Bianca, Monica Lewinsky.

Trecentosessantacinque giorni dopo il primo impeachment contro il tycoon, dunque, la palla passa nuovamente al Senato, dove si terrà un processo vero e proprio. Nel ramo “alto” del Congresso, la Costituzione richiede la maggioranza di due/terzi (67 senatori) per condannare e per interdire l’ormai ex presidente dai pubblici uffici. Ovvero escluso dalle presidenziali del 2024.

Mario Bonito