PRIMO PIANO

Vertice Nato, le nuove sfide dell’alleanza: dalla Russia di Putin alla Cina di Xinping

Concluso ieri il G7 in Cornovaglia con al centro la ripartenza post pandemia, la distribuzione dei vaccini ai paesi più poveri, la sostenibilità ambientale e l’atteggiamento da adottare con la Cina, il rapporto con Pechino è di nuovo in primo piano nel vertice della Nato. I trenta capi di stato e di governo dei paesi membri dell’alleanza si sono riuniti dalle 13 di oggi, lunedì 16 giugno, a Bruxelles per discutere sulla “difesa collettiva” del blocco occidentale in questi ruggenti anni Venti. Le criticità sono riassumibili nelle parole del presidente americano Joe Biden nel bilaterale con Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato: “aggressione russa, le sfide strategiche della Cina, le maligne attività cibernetiche, il terrorismo e il cambiamento climatico”. “Voglio che l’Europa sappia che gli Stati Uniti ci sono”, ha detto Biden, sottolineando che la Nato è più forte che mai e definendo l’articolo 5 (un attacco armato contro uno stato membro è considerato un attacco contro tutte le parti) un “sacro obbligo”. Come nell’incontro con i sette leader delle più potenti economie mondiali, è forte la discontinuità di Washington rispetto all’amministrazione precedente.

Stoltenberg: “Non stiamo entrando in una guerra fredda”

Un messaggio di unità arriva anche dal Stoltenberg: “Ho fiducia nel fatto che i leader dei Paesi Nato siano d’accordo nell’investire di più assieme”. Più morbido nei confronti di Pechino. “Con la Cina – ha detto – siamo impegnati sui cambiamenti climatici e sul controllo degli armamenti, ma la sua struttura militare e il suo comportamento finalizzato ad aumentare la sua influenza pongono delle sfide all’alleanza atlantica”. “Non stiamo entrando in una nuova guerra fredda e la Cina non è il nostro nemico”. In ogni caso mancherebbero due blocchi contrapposti ben definiti per paragonare il rapporto con l’Oriente alla cortina di ferro che ha contraddistinto il Novecento.

Angela Merkel: “Rispondere a nuove sfide e rafforzare unità atlantica”

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, che a settembre lascerà la leadership dopo 16 anni alla guida del paese, rimane fedele al rafforzamento dell’alleanza atlantica  “per rispondere alle nuove sfide con un approccio di cooperazione”. “Per adattare la Nato al futuro – ha detto – dobbiamo adeguare strumenti e metodi”.

Mario Draghi: “Vertice Nato continuazione del G7”

Al quartier generale della Nato anche il premier italiano Mario Draghi. “Questo vertice – ha detto – è una continuazione del G7, fa parte del processo di ricostruzione e della riaffermazione delle alleanze fondamentali degli Stati Unti che erano state indebolite dalla precedente amministrazione”. “Siamo qui inoltre – ha proseguito Draghi – per la riaffermazione dell’Unione europea. L’Ue più forte significa Nato più forte”.

Nodo Turchia

Intervenendo al forum German Marshall Fund, il leader turco Recep Tayyip Erdoğan ha detto che Ankara è “un alleato affidabile” ed è in prima linea “per combattere il terrorismo”. “Purtroppo però – ha proseguito Erdogan (che nelle scorse settimane era stato definito da Draghi “un dittatore” – non abbiamo visto il sostegno e la solidarietà che speravamo di avere dai nostri alleati”. Sono tante le questioni della discordia tra paesi europei e Turchia: il coinvolgimento di Ankara in Libia, la strategia al confine con la Siria, il difficile rapporto con Atene.

Incontro Biden-Putin

Una volta terminato il summit, proseguirà il viaggio di Biden sul suolo europeo: destinazione Ginevra. In Svizzera è previsto per il 16 giugno l’atteso incontro con il presidente russo Vladimir Putin (un “killer” – disse Biden qualche mese fa). Cybersicurezza e  Bielorussia sono solo due delle importanti questioni che verranno trattate nel vertice che, fa sapere Washington, non sarà seguito da una conferenza stampa congiunta tra i due leader.