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Libia, conferenza di Berlino: “Ritirare forze straniere dal territorio”

“Ritirare senza indugio tutte le forze straniere e i mercenari dalla Libia”, garantire il rispetto del cessate il fuoco e “riformare e unificare il settore della sicurezza”. Sono i punti salienti emersi dalla conferenza di Berlino sulla Libia di ieri, la seconda nella capitale tedesca dopo il vertice del 19 gennaio 2020. In particolare i leader dei Paesi presenti al vertice hanno sottolineato l’importanza di garantire stabilità sul territorio in vista delle elezioni del 24 dicembre, spartiacque cruciale per una “soluzione politica” in Libia.

Merkel: “Serve segnale unitario”

La padrona di casa Angela Merkel ha insistito sulla necessità di una svolta “unitaria sulla Libia”. Ben conscia delle divergenze (non solo con Russia e Turchia, ma anche tra Roma, Parigi e Berlino), la cancelliera tedesca spinge per evitare politiche unilaterali e cedere ulteriore terreno a Mosca e ad Ankara. “La Libia deve decidere da sola il proprio destino – ha detto Merkel – ma allo stesso tempo vogliamo chiarire che i partner internazionali sono pronti ad accompagnare la Libia in questo percorso”.

Il grande atteso: Anthony Blinken

Dopo qualche anno di assenza dal dossier libico, a Berlino si registra il ritorno nel Mediterraneo degli Stati Uniti. Rinnovato nei giorni scorsi lo spirito del patto atlantico, il segretario di Stato americano, Anthony Blinken, ha esortato le forze straniere a ritirarsi dalla Libia e le parti sul territorio a rispettare il cessate il fuoco.

Guterres: “Elezioni a rischio, misure stringenti

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, fresco della rielezione “al comando” delle Nazioni Unite, si è mostrato più preoccupato dei leader dei Paesi presenti all’incontro. Bisogna adottare “misure stringenti” in vista delle elezioni di dicembre, ha detto, sostenendo che in questa situazione sarebbe difficile garantire il voto.

Preoccupazioni sostenute anche da Najla El Mangoush, ministra degli Esteri del governo di transizione libico presieduto da Abdul Hamid Ddeibah, che alla conferenza ha chiesto “sostegno alla comunità internazionale” per tracciare “la strada della democrazia in Libia”.