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Donald Trump: “Pena di morte contro chi commette le stragi”

“Ho chiesto al ministero della Giustizia di proporre una legge che assicuri che coloro che commettono crimini di odio e uccisioni di massa ricevano la pena di morte“. Ci va giù duro il presidente Donald Trump, all’indomani delle stragi che hanno prima colpito El paso e poi la città di Dayton, per un drammatico e luttuoso bilancio che sembra destinato a ripetersi all’improvviso.
Del resto quello che negli States viene chiamato ‘the mass shootings‘, come dicevamo ha assunto dimensioni incontrollabili, e tanto è convinto di questa sua proposta il numero uno della Casa Bianca – al momento si tratta ancora di una proposta legislativa a livello federale – che si è detto disposto a considerarla come “un’area di collaborazione” con i Democratici, pur di giungere ad una soluzione definitiva: “Non possiamo lasciare che coloro che sono stati uccisi a El Paso, in Texas e Dayton, Ohio, muoiano invano. Lo stesso vale per i feriti gravi. Non possiamo mai dimenticarli e tutti quelli che sono venuti prima di loro. Repubblicani e Democratici devono unirsi e fare in modo che ci siano forti controlli sui precedenti, magari unendo questa norma alla riforma sull’immigrazione di cui abbiamo disperatamente bisogno. Dobbiamo fare in modo che qualcosa di buono, se non addirittura grandioso, esca da questi due tragici eventi”.

Anche i disagiati mentali nel mirino

Poi, vecchio ‘pallino’ di Trump, non ultimo anche l’aspetto delle cosiddette ‘schegge impazzite‘, ecco dunque anche l’idea di improntare una riforma delle leggi che disciplinano la “salute mentale – spiega – per fermare in anticipo le persone più vulnerabili mentalmente. Persone che devono essere curate ma anche isolate, se necessario”. Una frase un po’ azzardata perché non è detto che chi purtroppo è afflitto da disagio mentale finisca poi per sparare all’impazzata sulla folla. E duqneu una sorta di discriminante inevitabilmente risuona. Poi, ovviamente (ma per questo non occorre certo una legge), “dobbiamo fare in modo che le persone a rischio non abbiano accesso alle armi“.
Quindi, cercando di non creare ulteriori ‘frizioni’, il Presidente ha lanciato una sorta di appello perché “ora è il momento che le divergenze vengano messe da parte per trovare il coraggio per rispondere con devozione, unità e coraggio. L’America è all’altezza di questa sfida, la scelta è solo nostra. Se saremo in grado di approvare delle leggi ad hoc dopo tanti anni – ha quindi sottolineato – faremo in modo che queste persone non siano morte in vano”.

Trump: occhio ai social, culle d’odio

Inevitabile poi la ‘bacchettata’ ai social – dove Trump rimane uno dei bersagli più gettonati – “Internet – afferma – ha fornito nuovi porti sicuri per queste menti disturbate – ha detto- dobbiamo indagare i meandri più oscuri di Internet e prevenire quest crimini prima che avvengano. I media hanno una grossa responsabilità per la vita e la sicurezza nel nostro paese. Le fake news hanno contribuito molto alla rabbia e all’ira che si sono accumulate per molti anni. La copertura degli eventi deve iniziare a essere equa, imparziale ed equilibrata o questi terribili problemi non faranno che peggiorare”. Tanto è convinto dell’equazione ‘fake news = odio e possibili stragi’, che il presidente avrebbe già dato mandato alle agenzie federali ed agli informatici, di monitorare il web alla ricerca di “segnali precoci”, che spesso tradiscono i potenziali ‘autori di stragi’.
Infine, la giusta ‘chiusa’, articolata da un invito a metter da parte forme di discriminazione od intolleranza, perché il male porta solo male: “L’intolleranza e il suprematismo bianco vanno condannati, è un’ideologia che va sconfitta. L’odio non ha posto in America, distrugge le menti e le anime. Prometto di agire con urgenza – ha quindi concluso il Presidente – Possiamo e dobbiamo fermare questo contagio del male e onorare la memoria sacra di coloro che abbiamo perso, serve una vera soluzione bipartisan“.
Ora staremo a vedere la replica dei democratici, specie sull’ipotesi di punire gli stragisti con la pena di morte…
Max