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Caso Floyd, al via il processo negli Stati Uniti

Inizia oggi a Minneapolis, Minnesota, la selezione della giuria per il processo a Derek Chauvin, il poliziotto che strangolò George Floyd lo scorso 25 maggio. Un omicidio che scatenò indignazione e proteste razziali, anche violente, in molte città, dalla California allo Stato di New York, per oltre due mesi. Chauvin, accusato di omicidio di secondo grado, rischia quarant’anni di carcere.

Così come Washington, ferita dall’assalto al Congresso del 6 gennaio, Minneapolis è blindata. Il sindaco democratico, Jacob Frey, teme che con l’avvio delle udienze possano ripetersi le violenze dei mesi scorsi, quando in città furono dati alle fiamme oltre mille edifici (tra cui il dipartimento di polizia). I media locali parlano di oltre un milione di dollari spesi per recinzioni e barricate intorno alle sedi giudiziarie e al centro cittadino.

La tensione è alta e il processo avrà sicuramente un forte impatto mediatico. Difficile dimenticare le strade e le piazze piene di manifestanti che chiedevano giustizia e verità per Floyd e per tutti gli afroamericani uccisi da un uso sproporzionato (e insensato) della forza da parte della polizia. I dibattimenti finali del processo dovrebbero iniziare il 29 marzo, ma potrebbero durare più a lungo qualora il giudice decidesse di condannare Chauvin per omicidio di terzo grado. Un’accusa più leggera che comporterebbe una pena fino a 25 anni di galera per l’agente coinvolto, ma anche appelli e ricorsi da parte della famiglia Floyd.