Home ATTUALITÀ BREAKING NEWS Dall’immigrazione all’energia, passando per pensioni, governo e  Pnrr: Draghi ‘si confessa’ dopo...

Dall’immigrazione all’energia, passando per pensioni, governo e  Pnrr: Draghi ‘si confessa’ dopo il Consiglio Ue

Una conferenza stampa fiume quella che il premier Mario Draghi ha rilasciato al termine del Consiglio Europeo (dove “c’è ancora tanto da lavorare”). Tanti e tutti assolutamente ‘caldi’ i temi toccati anche se, per rigore di logica, partiamo proprio da un sunto di ciò che è stato discusso in questo appuntamento fra ai leader europei

Draghi sull’energia: “I rincari evidenziano la necessità di avere una strategia che punta all’autonomia strategica Ue”

Il capo del governo snocciola subito la prima questione affrontata, per altro anche abbastanza ‘complessa’, relativa all’energia: “siamo stati espliciti con la necessità di preparare subito uno stoccaggio integrato con le scorte strategiche” perché, rimarca “Dobbiamo proteggere in egual misura tutti i Paesi dell’Ue”. Ed ancora, spiega, che a lungo andare diverrà inevitabile dove puntare sulle rinnovabili, “Ma se i prezzi del gas salgono, si pone un problema anche di finanziare questo percorso. Ed è difficile rinunciare al gas immediatamente per molti Paesi“. D’altra parte, osserva, i continui rincari relativi ai prezzi dell’energia “evidenziano la necessità di avere una strategia che punta all’autonomia strategica dell’Unione ed è su questo che la Commissione comincerà a lavorare”.

Draghi sull’immigrazione: “Molto soddisfatto di come si è conclusa la discussione, introdotte responsabilità e solidarietà”

Altro tema affrontato dal Consiglio, quello dei migranti, rispetto al quale il premier si dice “Molto soddisfatto di come si è conclusa la discussione su questi punti. Il testo originario parlava solo di movimenti secondari senza citare l’equilibrio tra responsabilità e solidarietà. Il testo attuale ha introdotto questo concetto“. Dunque, aggiunge, “Non è vero che c’è un’apertura dell’Ue al finanziamento dei ‘muri’ rispetto alle frontiere esterne. La commissione non è d’accordo e al Consiglio europeo in tanti non sono d’accordo, compresi noi“. C’è poco da fare, sulle migrazioni “bisogna riflettere. La discussione ha chiarito qual è il motivo per cui alcuni Paesi vogliono cambiare Schengen” perché, rimarca “Quanto più debole è la protezione delle nostre frontiere esterne, tanto più forte è la tentazione di limitare i movimenti interni all’Ue“.

Draghi sull’immigrazione: “Oggi è un problema comune, non ha senso privilegiare un Paese o una rotta”

Probabilmente, prosegue Draghi, ”Il problema che abbiamo vissuto per tantissimi anni da soli, oggi è un problema di tutti e quindi è importante non dividersi, perché ormai è un problema comune, non ha senso privilegiare un Paese o una rotta”. A tal proposito ha posto l’accento sulla “pressione che si continua ad esercitare ai confini tra la Bielorussia, i Paesi Baltici e la Polonia, “dove l’immigrazione è usata strumentalmente dal regime bielorusso. La pressione che viene dalla Turchia che è destinata ad aumentare con la crisi afghana, e la pressione del Nord Africa che noi conosciamo fin troppo bene“. Di qui, secondo il premier, “nasce la necessità di ribilanciare la dimensione esterna dell’Unione dando al Mediterraneo meridionale la stessa importanza che, rispetto all’allocazione dei fondi, si dà al Mediterraneo orientale“.

Draghi sulle pensioni: “Non concordavo con Quota 100 e non verrà rinnovata, ora occorre assicurare gradualità nel passaggio”

Quindi, entrando ai temi relativi alla nostra agenda politica, rispetto alla riforma delle pensioni, l’ex presidente della Bce ammette che “Io non concordavo con Quota 100 e non verrà rinnovata, ora occorre assicurare una gradualità nel passaggio a quella che era una normalità”.

Draghi sul Patto di stabilità: “C’è ancora tempo per maturare punti di vista che siano realistici, abbiamo un anno”

Parlando invece del Patto di stabilità, il capo del governo osserva che “C’è ancora tempo per maturare punti di vista che siano realistici: abbiamo un anno per continuare a parlare di revisione del Patto di Stabilità“. Del resto, fa notare, “Gli impegni che stiamo prendendo sulle vaccinazioni, sulla salute per affrontare future pandemie, sulle vaccinazione nel resto del mondo, sono di una dimensione tale che andranno affrontati con regole di bilancio diverse: abbiamo un anno per parlarne e affrontarle in modo realistico“.

Draghi sul Pnrr: “Abbiamo sempre rispettato gli appuntamenti, non registro preoccupazione nei nostri partner”

Questione Pnrr, qui Draghi mostra grande tranquillità: “non abbiamo nessun ritardo – osserva – Abbiamo sempre rispettato gli appuntamenti, intendiamo continuare a farlo e non registro preoccupazione nei nostri partner. L’unica cosa da fare è andare con convinzione e rapidità nell’attuazione degli impegni presi”.

Draghi sul Covid: “La terza dose di vaccino sarà necessaria, specialmente per certe categorie”

Sul Covid – ne parliamo a parte – dopo aver annunciato che “La terza dose di vaccino sarà necessaria, specialmente per certe categorie, come quelle dei più vulnerabili e dei più anziani”, il presidente del Consiglio fa notare che “Finora in Italia  contagi sono maggiori di pochi giorni fa, dobbiamo capire se sono maggiori per il numero molto più elevato di tamponi o è frutto di una diffusione”. Ad ogni modo, ha ribadito, “E’ importante è che la campagna di vaccinazione continui ad andare bene. Noi abbiamo vaccinato di più di altri Paesi Ue e a dispetto dell’Inghilterra abbiamo mantenuto delle cautele”.

Draghi sui ‘mugugni’ della Lega: “Abbiamo detto sin dall’inizio che chi fa parte del governo deve considerare l’Euro un successo”

Piccolo ‘inciso’ infine poi, riguardo anche alla situazione italiana dove, alle posizioni della Lega rispetto alla Polonia, puntualizza, “Nessuno ha dubbi che questo governo sia europeista. Abbiamo detto sin dall’inizio che chi fa parte del governo deve rispettare il diritto dell’Unione, e considerare quindi l’Euro un grande successo“. Quindi, riguardo alla Polonia, ha chiarito il presidente del Consiglio,  non ci sono alternative, le regole sono chiare. Non è stata messa in discussione la legge secondaria dell’Unione, ma la legge primaria, il trattato. Quindi non ci sono alternative, le regole sono chiare su questo. Detto questo è chiaro che bisogna mantenere aperta la via del dialogo”.

Max