Aurelio Grimaldi: un film militante su Piersanti Mattarella

    “Per me è un grande onore e onere fare questo film. Ed è un grande onere perché credo che la famiglia Mattarella, oggi lo possiamo dire, è una famiglia che ha dato moltissimo al Paese. E continua a dare tantissimo perché abbiamo il nostro Presidente della Repubblica, fratello di Piersanti Mattarella. Il mio auspicio è che la famiglia Mattarella vedendo il film si possa riconoscere ed emozionare. Questo film è una volontà di memoria storica. Mi chiedo come mai dopo 39 anni nessuna fiction sia stata dedicata all’omicidio di Piersanti Mattarella. Questo per me è un mistero, ma mi ha dato l’onore di raccontare questa storia”.
    Così il regista Aurelio Grimaldi, presentando alla stampa ’Il delitto Mattarella’, il suo nuovo film che, tiene subito a precisare, “non è sulla mafia, ma è un film impegnato, militante, alla Francesco Rosi, un film che prende dei documenti e laddove ci sono dei buchi interviene secondo procedimenti logici non arbitrari”. Grimaldi spiega di aver particolarmente ‘sentito’ questa storia, che ha come protagonista un Governatore che fino al suo ultimo istante (la sera del 6 gennaio 1980 mentre rincasava di ritorno dalla messa dell’Epifania), ha lottato a testa alta per restituire la dignità e l’onore alla sua Sicilia. Grimaldi, che afferma di aver realizzato una pellicola  “militante”, rivela di avere avuto più volte dei veri e propri “crolli emotivi, come quello della ripresa della scena dell’omicidio”. 
    Poi il regista, spiegando di aver voluto girare soltanto con attori siciliani, forse preso dall’ennesimo ‘crollo emotivo’, regala una stoccata gratuita ad altri affermando di sentirsi “dispiaciuto che non lo abbia fatto anche la produzione del Commissario Montalbano, che ha scelto i primi tre protagonisti fuori dalla Sicilia”
    La pellicola è coprodotta da Cine 1 Italia con mezzi propri e in qualità d’investitore esterno dalla società Edilizia Acrobatica Spa e da Arancia Cinema (con il supporto della Sicilia Film Commission e Sensi Contemporanei). Le riprese sono cominciate ai primi di marzo, hanno coinvolto un ricco cast siciliano, composto da Claudio Castrogiovanni, Domenico Ciaramitaro, David Coco, Fabio Costanzo Vincenzo Crivello, Francesco Di Leva, Donatella Finocchiaro, Lollo Franco, Sergio Friscia, Ivan Giambortone, Leo Gullotta, Guia Jelo, Francesco La Mantia, Vittorio Magazzù, Tuccio Musumeci, Toni Sperandeo, Andrea Tidona.
    Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il Presidente della regione Nello Musumeci, il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, i sindaci di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, di Tusa, Luigi Miceli e di Corleone, Nicolò Nicolosi che hanno anche finanziato il film. Oltre al produttore e ad Alessandro Rais della Sicilia Film Commission. 
    Grimaldi ha tenuto a ringraziare il Presidente Miccichè, che appare anche nel finale della pellicola, nei panni dell’ex Presidente dell’Ars, Michelangelo Russo. 
    “Un presidente come Musumeci – ha affermato il regista – che sceglie come segretario generale la signora Maria Mattarella manda un preciso segnale politico”. E Musumeci replica spiegando che “Maria Mattarella è stata scelta per la sua competenza, poi l’essere stata figlia di una grande persone non ha condizionato la mia scelta”. 
    Saluti e ringraziamenti per tutti, anche per il sindaco Leoluca Orlando il quale, assente per motivi istituzionali, “Mi ha scritto che la sua vita è cambiata da quel 6 gennaio 1980, ma credo che sia cambiata quella di tanti siciliani. Ed io, ero un siciliano ’controemigrato’, avevo commesso il peccato di cadere in quello stereotipo di chi pensava ’se hanno ucciso un democristiano chissà cosa avrà combinato’, e invece ho scoperto una famiglia eccezionale, che ad esempio non aveva mai pensato di creare una fondazione per la grande discrezione che la contraddistingue”.
    Max